Il Teatro Carlo Felice dà i numeri - Magazine

Teatro Magazine Teatro Carlo Felice Giovedì 3 febbraio 2005

Il Teatro Carlo Felice dà i numeri

Magazine - Il teatro dell’opera di Genova fa un bilancio dell’attività e mette a confronto i risultati di 15 anni. Dal 1991 al 2004 le stagioni d’opera vengono misurate su un pubblico che, negli ultimi due anni, cresce e, per le sole rappresentazioni d’opera (74 nel 2004), si attesta sul valore 112.417. Una media di poco più di 1.500 spettatori a rappresentazione. Bene anche la Sinfonica (con una media di 1.200 presenze a serata), di cui però non si sono misurate le performance perché l’arco temporale così vasto rende difficile il reperimento e il confronto dei dati. Anche il Balletto si fa onore con poco meno di 25.000 presenze.

Tutti soddisfatti quindi, dal Sindaco Giuseppe Pericu che interpreta "un teatro che funziona come una grande risorsa per la città, sia dal punto di vista della diffusione culturale che della vivibilità", al sovrintendente Gennaro Di Benedetto che gioisce di fronte a dati con tendenza positiva, sui quali vengono riconosciuti i giusti meriti al lavoro di tutto lo staff . Quindi pare vinta la scommessa posta in atto due anni fa di aumentare il numero delle rappresentazioni con un occhio di riguardo alla qualità, all’offerta differenziata che proponesse non solo titoli conosciuti, ma anche un cartellone teso a suscitare una nuova curiosità verso opere meno rappresentate.

In questo modo la capacità produttiva del teatro è aumentata del 30%, il numero degli abbonati è in lieve ma costante crescita e gli utenti sotto i 26 anni hanno costituito il 10% del pubblico dello scorso anno. Ottimo il lavoro delle tre associazioni che sostengono il teatro, in particolare La Barcaccia che con i suoi 400 giovani iscritti è diventato un centro di grande aggregazione su iniziative specifiche. Buoni anche i risultati delle iniziative con le scuole che ripropongono un ruolo formativo e didattico del teatro.

Anche il direttore artistico Paolo Arcà si dichiara contento del lavoro svolto e gratificato dalla risposta di pubblico, nel momento in cui il teatro ha attuato una politica di riapertura verso la città. "Per altro", sottolinea il direttore, "la risposta territoriale si è allargata accogliendo forti flussi da Toscana, Lombardia e Piemonte, nonché da tutta la Liguria. Così si può dire che Genova sia diventato un punto d’attrazione dalla Toscana alla Francia". Nel coro di consensi e ringraziamenti reciproci, particolare peso acquista l’intervento del vicepresidente Sergio Cattozzo che ricorda il buon lavoro portato avanti da un consiglio d’amministrazione sempre in accordo nonostatne la forte varietà interna, di enti e istituzioni ma anche di posizioni politiche, che vanno dal centro sinistra al centro destra. Risuona, infine, sottile la battuta di Cattozzo al sovrintendente: “L’unica difficoltà è che il prossimo anno ti devi misurare con questi dati”. E la verità della battuta assume spessore quando il Sindaco ricorda i tagli che il Ministero ha già approvato con la nuova Finanziaria (1 milione di euro) e la partecipazione insieme ad altre tre città (Palermo, Napoli e Bologna) ad un comitato di crisi. Comunque pare che il teatro, che sta portando a finitura il bilancio 2004, chiuderà in pareggio come l’anno scorso, “risultato ammirabile” aggiunge il sindaco, “se si pensa alle condizioni in cui versano molti teatri d’opera italiani”.

“Comunque”, afferma il Sindaco, “quando il nostro teatro sembra vuoto, bisogna tener conto che ci sono sempre circa 1000 persone”, in una platea che nessun altro teatro vanta così vasta (circa 2000 posti). E da Milano il commento di un giornalista è stato “Certo che se riuscite a riempire la domenica pomeriggio con il Parsifal...” - sei ore di rappresentazione, ndr.

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