Magazine Martedì 1 febbraio 2005

Nuvole zeneizi

Per tanto (troppo) tempo, l’arte del fumetto è stata relegata ai margini della produzione artistica propriamente detta. In Italia, il valore di autori storici come Pratt, Manara, Galep e Crepax ha contribuito a sdoganare il genere. Il coraggio di editori come Sergio Bonelli ha fatto il resto, nonostante le varie crisi del settore e le reticenze del mercato.
Finalmente, quella che il maestro americano Will Eisner ha definito come arte sequenziale occupa un posto d’onore all’interno del sistema di comunicazione di massa.

Genova, sotto questo punto di vista, deve andare fiera del fatto di aver dato i natali ad un numero impressionante di disegnatori e di sceneggiatori, nonché - cosa mirabolante a dirsi - di alcune testate di settore, ormai scomparse, come il Sgt.Kirk pubblicato negli anni ‘70.

Tutto questo e molto di più è riportato nelle pagine di Segni e sogni del fumetto genovese (Erga Edizioni), a cura di Antonella Ferrara, realizzato dai giovani Elena Cacciabue, Federico Franzò ed Elisa Galleano, con la collaborazione del .
Un libercolo di agile consultazione, in cui vengono accuratamente elencati, in ordine rigorosamente alfabetico, gli artisti nati all’ombra della Lanterna, o approdati in città negli anni. Un compendio di autori famosi e non, di creature di china più o meno conosciute. O accidentalmente dimenticate.
Avevo scordato, infatti, la Nonna Abelarda con i suoi guantini e lo sguardo accigliato, opera del grande G. B. Carpi. E non ricordavo neanche più il Pepito di Bottaro. Ben più recenti, ma ugualmente identificabili, i disegni di Luca Laca Montagliani, riprodotti anche sulle simpatiche guide dedicate al Centro Storico cittadino.

Peccato che, come ricorda la Ferrara a chi è accorso il 31 gennaio nel forum FNAC per la presentazione del libro, Genova non sappia coltivare il fermento artistico che in essa si agita, non offrendo strutture adeguate allo sviluppo dell’attività fumettistica e costringendo, così, i giovani artisti ad emigrare.

Il volume mette in luce il sostrato creativo e vivace della città, sconosciuto ai più.
La tradizione genovese dell’illustrazione inizia addirittura nell’800, quando Pipein Gamba si dedicava alle opere di Salgari. E ha visto il suo apice una trentina di anni fa, in contemporanea con il boom del fumetto d’autore nel resto della penisola: Gallieno Ferri elaborava quell’Adone di Zagor e Rodolfo Marcenaro lavorava al Carosello con il suo Lancillotto. Senza dimenticare la nascita dello storico Ken Parker di G. Carlo Berardi.
A sottolineare quanta intraprendenza bolla attualmente in pentola, non bisogna dimenticare la Mostra Internazionale del Fumetto di Rapallo, organizzata da Carlo Chendi. Durante l’ultima edizione, il giovane (classe 1979!) sceneggiatore Sergio Badino, cresciuto in seno all’Accademia Disney e attualmente nell’organico di Topolino & C., ha presentato una breve storia, basata sul connubio tra musica e fumetti, realizzata in collaborazione con . Dei due, saranno in visione nei locali della FNAC, fino a mercoledì 2 febbraio, le tavole originali, gli studi dei personaggi e la sceneggiatura di un nuovo plot: una buona occasione per apprezzare il processo creativo che sta alla base di ogni fumetto.

Per gli appassionati del genere, sarà imperdibile l’appuntamento del 18 marzo, presso Liguria Spazio Aperto – Fondazione Colombo di Palazzo Ducale: Il fumetto tra cinema, letteratura e musica, con la presenza di Berardi.

di Stefania Pilu

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