Magazine Martedì 18 gennaio 2005

La fortuna di trovare un maestro

La parola maestro ha anche un altro senso, che la oppone soltanto al discepolo, in una relazione di rispetto e gratitudine. Non si tratta più, allora, di una lotta delle coscienze, ma di un dialogo che, una volta avviato, non si estingue, e può far piene alcune vite. Questo lungo confronto non comporta servitù né obbedienza, ma soltanto l’imitazione, nel senso spirituale del termine. Alla fine, il maestro gioisce quando l’allievo lo abbandona, distinguendosi da lui, mentre quest’ultimo custodirà sempre la nostalgia del tempo in cui riceveva tutto, sapendo di non poter restituire nulla. Lo spirito crea così lo spirito, attraverso le generazioni, e la storia degli uomini, per fortuna, si costruisce sull’ammirazione oltre che sull’odio”.

Queste parole di Albert Camus, scrittore francese vincitore del premio Nobel nel 1957, ben interpretano il rapporto che ha legato l’autore al suo maestro Jean Grenier, intellettuale di spicco nel panorama letterario del proprio paese e praticamente sconosciuto fuori dalla Francia. Ed è su queste due figure, e soprattutto sulle reciproche influenze che hanno in qualche modo condizionato la loro attività professionale e umana, che si incentra l’iniziativa Ispirazioni mediterranee: Albert Camus e Jean Grenier, la fortuna di trovare un maestro.

«Tutto è nato dall’esigenza di trattare un argomento che guardasse alla cultura mediterranea in modo positivo e solare: il Mediterraneo come luogo d’incontro e scambio, di sintonia con la natura, di felicità», spiega Consuelo Basilari, regista dello spettacolo dedicato ai due scrittori, «Ispirazioni mediterranee è un testo di Jean Grenier pubblicato per la prima volta in Italia solo pochi mesi fa, dalla casa editrice Mesogea, che esprime appieno quello che è lo spirito originario e positivo delle civiltà legate al nostro mare».

Il progetto si articola in una serie di incontri e dibattiti con le scuole, un convegno internazionale, un’anteprima teatrale e alcune proiezioni di film, tutte attività volte ad approfondire e far conoscere quello che è stato professore di filosofia di Camus e figura determinante per la sua formazione. Grenier ha incoraggiato l’allievo a proseguire gli studi, nonostante versasse in condizioni economiche disagiate e avesse una salute precaria, e lo spinse verso l’impegno politico: «Grenier rimproverò sempre a Camus di non esprimere chiaramente le proprie idee, di tentennare ed evitare una posizione precisa. Ne La peste, per esempio, c’è un sottinteso riferimento alla vicenda dell’olocausto, sebbene l’autore non l’abbia mai ammesso apertamente», continua Consuelo Barilari e aggiunge, «Nonostante non sia mai stato reso noto, Camus ha fatto tre stesure del Caligola proprio perché Grenier ne era insoddisfatto. Il giudizio negativo del maestro lo rendeva tanto insicuro da spingerlo a ritirare la piece, subito dopo la prima rappresentazione in teatro ad opera di Streheler».

Attraverso Grenier si cerca di riproporre Camus in un modo nuovo, dopo anni di “dimenticatoio” in parte dovuti alla corrente di pensiero cui l’autore apparteneva e al suo contrasto con il filosofo esistenzialista Jean Paul Sartre. Il testo teatrale, ispirato a Ricordi di Albert Camus di Jean Grenier, è stato scritto appositamente da Carlo Fanelli e messo in scena da Gian Luca Gobbi e Roberto Alighieri della compagnia Schegge di Mediterraneo, il 25, 27 e 28 gennaio alle ore 11.00 al Teatro della Tosse (ingresso studenti: 7 euro; info 0102487011).
Sono in programma anche due film: Lo straniero di Luchino Visconti, il 19 gennaio alle ore 17.00 e Albert Camus, un combat contre l’absurde, il 21 gennaio alle ore 11.00, entrambi al Centro culturale Franco Italiano Galliera di via Garibaldi 20. Il convegno, cui interverranno studiosi internazionali, avrà luogo il 24 gennaio alle ore 16.00, nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi.

Tutti gli incontri, a parte lo spettacolo teatrale, sono gratuiti.

Nelle foto: Marcello Mastroianni in "Lo straniero" di Luchino Visconti (in alto); Albert Camus (qui sopra)
di Laura Calevo

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