In diretta da Milano - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 12 gennaio 2005

In diretta da Milano

Magazine - Leggi le altre notizie su di Cristiana Stradella

Cristiana Stradella, webdesigner ventottenne, vive e lavora a Milano da circa un anno e mezzo. È genovese e come tutti i liguri ama la sua patria d'origine, e molto. Per dirla tutta, la segue puntualmente su mentelocale.it. Ha deciso che vuol passare dall'altra parte e proporci una sua rubrica "In diretta da Milano" di cui di seguito trovate l'esordio.

"In diretta da Milano" vuole raccontare dei genovesi che vivono qui - come me - e che non vogliono perdere il filo con la loro città. Un appuntamento per raccontare a chi è a Genova cosa succede a Milano e a quelli che sono a Milano che la metropoli tentacolare in cui lavorano non è poi così male. Quindi raccontare a chi resta nella città Ligure di mostre, spettacoli teatrali e concerti per cui valga la pena investire quei quasi 25 euro di treno a/r; ma anche di esperienze artistiche e vere e proprie comunità creative tutte da scoprire; teatri agli ultimi piani di condomini dove vedere uno spettacolo la domenica mattina e fare colazione con gli attori; anticipazioni su modi & mode che a Genova, presumibilmente, arriveranno con un anno o due di ritardo. E brevi interviste a genovesi che hanno fatto di Milano la loro città.

Quanti sono i genovesi che vivono a Milano? Io non ne ho la più pallida idea. Qualcuno ha deciso di viverci "per sempre" e ha fatto il grande passo: ha preso la residenza nella "città della nebbia".Qualcuno, come la sottoscritta, per ora preferisce consumare la A7 o in alternativa addormentarsi su di un Intercity Plus alla volta di Genova ogni fine settimana.

Da quando abito nella capitale del nord, ovvero da quasi un anno e mezzo, mi sono fatta l'idea che noi genovesi siamo davvero parecchi. Me ne accorgo ogni venerdì sera sul treno verso Genova, e il lunedì mattina quando rientro a Milano. Siamo un popolo di trolley neri o blu, di "belandi" in giacca e cravatta e sfottò calcistici tra cugini; siamo quelli che, quando la nostalgia è forte, ci rifugiamo da Panarello in un angolo di Via Torino, vicino al Duomo, per una panarellina-che-pare-di-essere-a-casa e di sentirlo davvero quel mare che da qui è così lontano...

Siamo quelli dell'aperitivo a Zena il sabato sera, con gli amici che sono rimasti in terra ligure, siamo quelli che "a Milano vado per lavoro, ma quando trovo qualcosa a Genova..." e magari ci rimaniamo per sempre.

Con i molti ragazzi "made in Zena", che come me vivono all'ombra del Duomo, l'incontro è quotidiano. Alcuni sono a Milano da parecchi anni: genovesi che lavorano a progetto come fashion editor in mensili femminili e sognano la grande occasione; chi è nel campo della telefonia mobile; consulenti per grandi aziende, artisti e un variegato gruppo di zeneizi dalle attività più disparate.
Tutti potrebbero raccontare qualcosa di loro, della loro città di adozione e, naturalmente, di quella di nascita.
Sarà una finestra, insomma, su una realtà che è più che mai attuale: il pendolarismo genovese.

Nel mio primo giorno di lavoro a Milano, appena entrata nel palazzone vetro e cemento di BPM, è stato un "belin" quello che mi ha dato il benvenuto e in un certo senso mi sono sentita subito a "casa". Su 15 colleghi del mio piano, oltre a me, Zeneize di Nervi, ci sono: una genovese di Sampierdarena, una di San Fruttuoso e uno spezzino di Lerici. Non male, vero?

Cristiana Stradella

Nella foto in alto la postazione di Cristiana

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