Spenga la sigaretta, prego... - Magazine

Attualità Magazine Venerdì 31 dicembre 2004

Spenga la sigaretta, prego...

Magazine - Anno nuovo, vita nuova. Una frase che, quest’anno, riguarderà soprattutto i fumatori accaniti. Con il 2005, infatti, arriva anche la famigerata “legge Sirchia”, meglio nota come legge anti-fumo.
Addio locali fumosi, scordiamoci la sigaretta dopo il caffè al ristorante: dal 10 gennaio 2005 scatta la norma per la quale chi viene beccato a fumare in un locale pubblico sarà costretto a pagare multe piuttosto salate.

Ma anche gli esercenti che decideranno di “chiudere un occhio” nei confronti dei clienti recidivi potranno essere denunciati. Il prezzo da pagare sarà alto anche per loro: 2200 euro di multa per chi non chiamerà i vigili urbani.
In questa situazione c’è chi, d’accordo con Girolamo Sirchia – Ministro della Salute - se la gode pensando che, finalmente, non sarà costretto a subire il fumo del vicino di tavolo in un luogo pubblico. Altri, di contro, meditano di abbandonare per sempre quei locali che non si attrezzeranno a dovere, creando aree riservate ai fumatori. Questa soluzione è infatti solo facoltativa: la legge prevede, per chi non potesse o non volesse adottarla, il “no smoking” integrale.

Ma mettiamoci dalla parte dei ristoratori: che cosa ne pensano i proprietari dei locali notturni e dei ristoranti genovesi che, da gennaio, dovranno adeguarsi alle nuove norme?
Al , caffetteria di piazza delle Vigne, incontro il barman Luca, che mi mostra un quadretto appeso nella piccola sala. Sopra c’è scritto “vietato fumare”: «abbiamo aperto da circa un anno e da subito abbiamo deciso di impedire il fumo: sapevamo, infatti, che la legge sarebbe stata adottata di lì a poco. Una scelta che ci ha premiati». Anche Alessandro Osemont, uno dei proprietari del Botteghino, conferma: «non ci siamo sentiti penalizzati da questa scelta, chi vuole fumare esce fuori», a godere di una bella piazza come quella delle Vigne, aggiungo io.

Il ha aperto da poco tempo, ma Maurizio Dodero, il proprietario, ha le idee ben chiare: «lo spazio è poco e creare due stanze separate non è possibile». Anche qui già non si può fumare, «ma per noi non è un problema. In progetto abbiamo la creazione di un dehor invernale in piazza Lavagna, che sarà a disposizione di chi non può fare a meno della sigaretta».
Diversamente la pensano Alberto e Luca, gestori dell’: «com’è possibile vietare il fumo in un luogo ricreativo come questo?», incalza Luca, «la spesa per creare una stanza per soli fumatori sarebbe troppo elevata, quindi saremo costretti ad eliminare i posacenere dai tavoli…». Ma sarete capaci a chiamare le autorità nel caso un cliente si rifiutasse di spegnere la sigaretta? «Il cliente è, in genere, un amico», risponde Alberto, «preferiremmo che la legge non ci costringesse a comportarci da sceriffi…».

Che si dice, invece, a mentelocale café? Paolo Musso pensa alla salute di chi a mentelocale passa l’intera giornata: «Non si pensa mai a chi lavora nei locali ed è costretto a subire il fumo altrui. Credo che ormai la gente abbia capito la necessità di rispettare chi ha accanto», afferma Paolo. Ma esiste una penalizzazione per i locali che non possono offrire una zona-fumatori? «Alcuni clienti “minacciano” di non tornare più. Poi però tornano: questo perchè, infine, vince la qualità di ciò che offriamo loro».

E nella nostra indagine non poteva mancare uno dei ristoranti storici genovesi, quello più famoso nel mondo: . Gian Paolo Belloni ha le idee chiare: «Probabilmente allestiremo una sala per i fumatori», afferma lo chef. «Forse la nuova legge creerà qualche problema in più ai ristoratori, ma non capisco questo accanimento. E poi il cibo non si può gustare al meglio se nell’aria c’è odore di sigaretta». Parola di un non fumatore accanito: «ho 67 anni, non ho mai fumato e sono ancora vivo!», conclude.

L’ultima parola è per , gestore de : «A livello teorico la nuova legge è giusta», afferma, «ma ritengo che sia una partita persa in partenza. I bagni dei locali finiranno per assomigliare a quelli della scuola… e tutti usciranno in strada per fumare». Poi Fabio suggerisce: «bisognerebbe creare locali per soli fumatori. Il fumo, in certe occasioni, fa parte della cultura: cosa sarebbe una serata di musica jazz senza l’atmosfera che solo una stanza fumosa può dare?». Poi gli viene un’idea: «il 9 gennaio organizzeremo un “sigaretta party”, che rappresenterà l’addio al posacenere sul piatto». Fumatori di tutta Genova, accorrete!

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