Magazine Lunedì 27 dicembre 2004

Liguria sbocciata

Magazine - Il coboldo Franci cammina senza sosta. Cerca, tra prati e colline, il fiore ideale. Da Tellaro a Ventimiglia, affronta un percorso che lo porta attraverso tutta la Liguria e i suoi fiori.
Si svolge così, pagina dopo pagina, foto dopo foto, il viaggio della Strenna natalizia offerta quest’anno dalla . Il volume curato da Sergio Buonadonna e Laura Guglielmi si intitola ed è un omaggio alla natura della nostra regione.

Ideato come un modo per fare un viaggio ed immergersi nei colori e nelle storie della natura stando seduti in poltrona, la Strenna lancia anche un forte messaggio ecologico: ci vuole rispetto per i fiori (come per qualsiasi altra bellezza naturale) prima che scompaiano.
Il cammino di Franci è costellato di interventi “d’autore”, di scrittori che conoscono bene la Liguria: Ernesto Ferrero, Camilla Salvago Raggi, Francesca Mazzucato, Nico Orengo, Sergio Buonadonna e Laura Guglielmi.

Il libro si legge come un racconto. Qua e là, cammin facendo, si incontrano focus, box o quadretti che dir si voglia: brevi testi in cui viene illustrato il ruolo dei fiori in cucina, nelle canzoni, in medicina, nei miti e nelle leggende.
Grafica e fotografia non potevano che avere un ruolo fondamentale in un volume del genere, e sebbene l’impaginazione appaia ad un primo sguardo eccessivamente squadrata, il risultato è tutto da vedere. Anche chi non seguirà le peregrinazioni di Franci, avrà di che saziare la propria vista.

Rita Testa, la responsabile delle attività culturali della Fondazione Carige è l’ideatrice di questo progetto. L’abbiamo interrotta mentre era alla guida della sua auto la vigilia di Natale per intervistarla. Perché i fiori? «Per molti motivi. Innanzitutto, cosa c’è di più augurale dei fiori?», dice. «Poi è un invito a conoscerli e non strapparli. Su questo argomento il nostro ente ha sempre dimostrato una grande attenzione. Quante volte si vedono i passeggiatori della domenica cogliere fiori di ogni sorta?». Ebbene, si deve cominciare a capire che i fiori vanni rispettati, che non sono lì apposta per aspettare che uno faccia “m’ama, non m’ama”…
Ma le ragioni che hanno spinto alla realizzazione del volume non finiscono qui: «In un momento così complesso, in cui riesce difficile allentare la tensione quotidiana, il libro ci fa immergere in un mondo di colori e forme delicate, nella leggerezza che è propria dei fiori».
Infine, come dice Ernesto Ferrero nel suo breve saggio, per i Liguri i fiori sono un lavoro. Serre, giardini e colture hanno reso per molto tempo la Liguria – soprattutto nella riviera di Ponente – un giardino che esportava in ogni angolo del mondo.

Ernesto Ferrero ricorda come i fiori siano un prodotto naturale e necessario della nostra angusta regione. cerca una spiegazione al fatto che una persona dotata di sensibilità e di una casa in campagna possa non avere il pollice verde.
riprende un tema a lei caro: la sensualità. Che nei fiori vuol dire soprattutto “rosa”. Un excursus nel rapporto tra uomo, rosa e i suoi significati. Laura Guglielmi incentra il suo saggio su uno dei sanremesi più famosi e sul suo rapporto col paesaggio ligure: . rimane sempre nel ponente, dove pare che durante l’occupazione tedesca i fiori finissero in pentola. Sergio Buonadonna ha curato il viaggio del coboldo Franci.

Chiedo a Rita Testa se il risultato la soddisfa. «Certamente». Se l'immaginava così? «Sì, devo dire che sono stati tutti molto bravi: Ernesto Corsani (il fotografo) è un maestro, così come Marco Vimercati (il grafico). E poi c'è stato un grosso lavoro di ricerca e cura dei testi da parte di Buonadonna e Guglielmi». Il risultato è ok. E per il futuro? Ha altre idee? «Sì, ho già un progetto per il prossimo anno, che presenterò a breve in Fondazione».

di Daniele Miggino

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