A scuola di danza con Cenerentola - Magazine

Teatro Magazine Teatro Carlo Felice Martedì 21 dicembre 2004

A scuola di danza con Cenerentola

Magazine - Personalmente ho sempre vissuto male la fiaba di Cenerentola. L’ideale di bellezza e bontà collegata ad un piede estremamente piccolo, mi metteva per ragioni fisiologiche nella scomoda posizione della sorellastra. Il fatto poi di essere orribilmente buona e bene educata come Cenerentola, generava in me una schizofrenia indotta incolmabile.
Ciononostante non posso dire di non averla amata.

Mettendo in scena un classico del balletto, il coreografo svizzero e direttore del corpo di ballo Zurcher Ballett, Heinz Spoerli, (nella foto in alto), coglie l’occasione per mettere in scena la storia della danza classica. Passando per le più grandi compagnie di balletto europeo e, nello specifico, soffermandosi sulle più significative produzioni del Bol’šoj di Mosca (il Don Chisciotte del 1896), dell’Opéra di Parigi (La Bayadère, capolavoro di Petipa) e della Royal Opera House di Londra (La Bella Addormentata).
E così il viaggio che Prokof’ev impone alla sua Cenerentola, per Spoerli diventa viaggio nei luoghi sacri e nei momenti d’oro di un’arte dalle molte sfaccettature. E il senso ultimo di questa produzione è didattico.

«Quando ho cominciato io a ballare», afferma il coreografo, «la danza si distingueva in due rami: danza classica e moderna che si identificava essenzialmente con Marta Graham e il suo lavoro. Oggi si può pensare al mondo della danza come ad una grande torta: Pina Bausch, Cunningham, ecc. Ci sono delle grandi star e ognuno ha il suo stile. Però chi riempie i teatri è Pina Bausch. Eppure se si parla di danza non si può prescindere dal balletto classico. La mia Cenerentola vuole essere un piacere per il pubblico, da vedere e ascoltare: per l’ottima musica, gli stupendi costumi e l’alto livello dei danzatori. Un piacere e un invito ai più giovani verso il teatro e il balletto».

Mentre Spoerli lavora con il suo gruppo (36 ballerini e 15 junior, per un totale di 50 elementi) aspirando ai massimi livelli dell’espressione classica delle danza, il direttore d’orchestra Peter Feranec è impegnato sul fronte della musica con uno dei lavori più autentici e tipici nel linguaggio di Prokof’ev: una partitura dalla forma classica che usa un linguaggio tonale moderno.
«Un cambio estetico, per l’ottima orchestra del Carlo Felice, abbastanza forte dopo la Traviata», sottolinea il direttore che conferma l’alto potenziale dell’ensemble. Una direzione che Feranec paragona a quella di un’opera, là dove tutto sta nel trovare un feeling profondo con ogni solista e conoscerne i tempi. «L’obiettivo principale è creare un tappetto sotto ai piedi del corpo di ballo e dei solisti, che hanno un grande talento musicale», conclude Feranec.

Mercoledì 22, giovedì 23, domenica 26, martedì 28, mercoledì 29, giovedì 30 e venerdì 31 dicembre

Teatro Carlo Felice
ore 20.30 (26/12 ore 15.30, 31/12 ore 19.00)
CENERENTOLA
Musica di Prokofiev
Coreografia di Heinz Spoerli
scene e costumi Johan Engels
luci Robertus Cremer


Nella foto in basso un momento del balletto

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