Magazine Lunedì 20 dicembre 2004

I pacchi di Babbo Natale

Magazine - Anche quest’anno il caro buon vecchio Babbo Natale riceverà tante letterine contenenti i desideri più disparati e disperati di noi piccini: tra le istanze disperate ci sono quelle delle bambine single che desiderano incontrare sulla loro strada un bel bambolotto, un aitante Ken o uno sportivo Big Jim.
Babbo Natale, come tutti sanno, è un vecchietto nel pieno del rincoglionimento senile, capita a tutti prima o poi, ed è oberato di lavoro perciò facilmente si sbaglia nel confezionare i doni per noi fanciulli, come quella volta in cui chiesi una bicicletta e invece mi arrivò un monopattino, oppure l’anno in cui domandai una Barbie “Vivo di Rendita” e mi arrivò Il Piccolo Terrorista Chimico con il quali annientai un paio di formicai confezionando armi di distruzione di massa. Alcuni anni fa le bimbe single italiane chiesero un Principe Azzurro e quel rimbambito di Babbo Natale portò un solo Cavaliere Azzurro per tutte e ce lo abbiamo ancora lì che non sappiamo come liberarcene.
L’anno scorso nella mia letterina sono stata troppo esigente, ho domandato un introvabile modello di Big Jim extra lusso: giovane, con tutti i capelli in testa e poi bello, intelligente, simpatico, colto, spiritoso, sensibile, sportivo, curioso, sensuale e che, pigiando il tasto sulla schiena, sollevasse a scatto l’arto che non è un braccio e non è una gamba.
Però qualcosa è andato storto così, per questo Natale, provo a scrivere una letterina:

Caro Babbo Natale,
l’anno scorso ti chiesi ingenuamente in dono un sofisticato esemplare di Big Jim fuori produzione, di quelli con tutti gli optional, molto richiesti da tutte le bimbe del mondo al punto che il modello è esaurito, e sul mercato si trova solo usato di terza o quarta mano. Sono un po’ seccata perché mi hai tirato giù dal camino un bambolotto contraffatto che ha funzionato tutto l’anno a intermittenza: per la verità sembrava bello, intelligente, simpatico, spiritoso, sportivo, curioso, sensuale, sapeva persino cucinare, e aveva un muscolo pubo-coccigeo capace di aprire una scatoletta di tonno e scardinare il mio Punto G; ma quanto a stabilità emotiva credo che sia stato assemblato a Taiwan da una squadra di bertucce.
Ha consumato tutte le mie pile, anche quelle ricaricabili, e ciononostante il bambolotto era sempre disconnesso. Caro Babbo Natale il mio regalo dell’anno scorso è stato proprio un pacco: per piacere te lo puoi prendere indietro e darmene uno originale, fatto come si deve? Lo so che di questi tempi un vero Big Jim funzionante è merce rara, ma ti prometto che lo conserverò con cura: sii buono, se me ne mandi uno non contraffatto, poi giurin giretto non te ne chiedo più per sempre (l’ho detta grossa).
Tieni presente che quest’anno sono stata buonissima: ho fatto proprio la brava sopportando stoicamente per 365 giorni il Big Jim difettoso che mi hai rifilato l’anno scorso, le sue paturnie, le sue incertezze, le sua periodica instabilità emotiva, sembrava una Barbie con il ciclo; era un giocattolo pericoloso senza marchio CE, di quelli che se una bambina non sta attenta rimane folgorata e il cervello le si riduce a una pappetta molle che poi fuoriesce dal naso. Un po’ come è successo a me.
Allora ci conto Babbino, con un nuovo Big Jim farai di me una bimba felice.
Grazie
affettuosamente tua Betty Argento

Segnaliamo il libro di Betty Argento edito da Comix.

di Laura Calevo

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