Concerti Magazine Venerdì 17 dicembre 2004

Alibi fulmine

ALIBI FULMINE: prossimamente vedremo il ritorno della storica band genovese guidata da Maurizio Magnasciutti, con il loro swing noir.

Ultimamente, sulla scena genovese, grazie soprattutto al lavoro di un locale come La Madeleine Cafè, sono rientrati in circolo gli anni ‘80, e ci stanno facendo muovere gambe e braccia sui ritmi tecnopop, new wave e dark che buona parte di noi non aveva dimenticato.

Alberto Camerini, Garbo, Frek Antoni ed i Krisma, oltre ad esaltanti dj set, mi hanno spinto ad andare a cercare un personaggio storico della scena genovese di quegli anni, che credo abbia ancora qualcosa da dire dal punto di vista musicale, dato che non ha mai smesso di fare musica. Sto parlando di Maurizio Magnasciutti, chitarrista nonchè autore ed arrangiatore del repertorio degli Alibi Fulmine, forse la prima formazione swing della penisola.

Gli Alibi Fulmine, nella loro storia hanno pubblicato un mini LP coprodotto con la Project Studio dal titolo "Alibi Fulmine", nel 1986, poi la firma di un contratto con la WEA che ha portato alla pubblicazione di un 45 giri dal titolo "Stai fermando il mondo", nel 1988. Innumerevoli passaggi sulle radio private e nazionali, ampi spazi sulla carta stampata, del settore e non.

Maurizio, cosa stanno facendo gli Alibi Fulmine attualmente?
«Ci stiamo preparando ad un ritorno sulle scene con una formazione completamente rinnovata e aperta a collaborazioni. Punto focale è il riarrangiamento ex novo di tutto il repertorio ("Tutto va OK" risale addirittura al 1979!) con nuove sonorità anche elettroniche ("Note di Juke-Box")».

Sarà prevista qualche pubblicazione?
«Sì, di un CD contenente 6 brani».

Il genere sarà la miscela Swing-Bossanova delle origini?
«Ma, vedi, anche se ho tentato incursioni in altri generi con altre formazioni quali i Rudymentali e gli A.A.A., alla fine c'è sempre un ritorno alle origini; però, con l'innesto di elettronica "Vintage" mi trovo all'interno di uno swing a tinte noir, molto contaminato da altri generi, non ultima la New Wave».

Lo swing non trova spazio nella programmazione delle serate genovesi, a parte qualche band vista al Senor do Bonfim, che però viene da fuori. C'è un motivo?
«Francamente non lo so; considera che se adesso fossimo a Londra o a New York avremmo il problema di scegliere in quale locale andare fra i tanti che programmano swing».

Cosa sta girando sul piatto del tuo giradischi, in questi giorni?
«Sigle TV di fine anni '50».

Sarete quindi gli alfieri di questo nuovo genere, che è lo swing noir, destinato a sbarcare qui da noi, prossimamente?
«Sì, e io sarò il timoniere...!» (risate).

E allora buon viaggio.

Bnegativo

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