Weekend Magazine Giovedì 16 dicembre 2004

Nuova vita per il Museo Navale

Magazine - Ci sono voluti diversi anni ma finalmente il più noto museo di Pegli è tornato a farsi ammirare. La sede è lo splendido complesso di Villa Doria, celebre villa storica del Ponente restaurata nel 2001. Ma negli anni successivi i lavori hanno coinvolto anche le collezioni ospitate nel museo fino alla riapertura, il 4 dicembre 2004.

La lunga opera di riallestimento ha cambiato il volto di questo Museo Navale: il tema portante è rimasto lo stesso di prima, seppure ampiamente rivisto negli allestimenti. Protagonista è il rapporto tra la riviera ligure e il mare e la sua lunga e travagliata storia di commercio, navigazione, di pesca e costruzione navale. Grandi sale, dagli alti soffitti affrescati, quadri, modelli e vetrinette strategicamente illuminate contribuiscono a calare il visitatore nell’atmosfera.
Anche qui, come al Galata, c’è un modello di una galea (in questo caso in scala ridotta) e una sala dedicata alle carte nautiche, con quadri che mostrano la costa e il Mediterraneo così come era conosciuto all’epoca, cinque secoli fa. Il viaggio prosegue nelle sale successive, con lo sviluppo della marineria ligure del sette-ottocento illustrato con una vasta esposizione di modellini di navi. Alcuni di questi vantano una cura dei dettagli maniacale, altri invece risultano più rozzi e approssimativi (ci credo, hanno più di duecento anni). Alle pareti, gli immancabili dipinti di velieri ottocenteschi introducono agli spazi con le realizzazioni più recenti, che vedono la marineria ligure comunque legata alla vela, anche quando il vapore è già in pieno sviluppo.

Tanti oggetti curiosi meritano ben più di uno sguardo. Come gli strumenti per la calafatura: martelli dalle forme inusuali utili per comprimere strisce di canapa tra gli interstizi delle assi del fasciame della nave, rendendola quindi impermeabile. Nella sala successiva colpisce anche la bottega del fabbricante di vele e bandiere, spazio coloratissimo pieno di drappi e macchine da cucire, tutte vecchie Singer a pedale. Anche l’austera sala dello scagno - la stanza dell’armatore - ha un suo fascino, corredata di antichi volumi e strumenti per la navigazione.

A nessuno sarà sfuggito che il tema trattato è, almeno in parte, lo stesso dello splendido . Certo l’esposizione di Pegli è più piccola e meno all’avanguardia: niente computer, grandi proiezioni, schermi multifunzione e manichini perfettamente riprodotti. Ma a creare l’atmosfera giusta contribuisce in modo considerevole il luogo, questa villa cinquecentesca, che ebbe in Andrea Doria il suo padrone di casa più illustre.

Nella foto uno dei grandi modelli di velieri in mostra nelle sale

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