Magazine Lunedì 13 dicembre 2004

Una lezione speciale di storia dell'arte

Magazine - Ah se le lezioni di storia dell’arte fossero tutte cosi…
Sarebbe tutto meno didascalico e scopriremmo con questa insegnante un po’ speciale come Raffaello abbia tolto le gonne agli angeli sacerdotali di Giotto; come Rubens dipingesse Apollo dalla mano un po’ affected, luminoso il corpo, la pelle liscia, nessun pelo… Rubens, maestro nel dipingere la carne… Cercheremmo di capire insieme come il nudo femminile non si veda prima dell’Ottocento, vedremmo con lei come Van Dyck sia riuscito a catturare l’immagine nostalgica di un momento in cui la bellezza dura poco, quella del ragazzo con un vestito da corte semplice, la bocca semi aperta, le guance soffuse di rosa e le mani lunghe ed elegantemente ambivalenti…

L’insegnante speciale che sabato scorso era a chiacchierare di questi argomenti nel foyer del Teatro Modena era Germaine Greer. Un pubblico numeroso, visti i fine settimana dedicati agli acquisti di Natale, a premiare la sfida degli editori che l’hanno voluta fortemente a presentare il suo ultimo libro Il ragazzo, Edizioni L’Ippocampo.
Prima dell’incontro Germaine Greer aveva provato il suono della sua voce canticchiando al microfono e facendoci poi scoprire nell’arco di tutta la chiacchierata con lei, quanto questa donna abbia una profonda voglia di vivere, di godere, e tale da non potersi addirittura permettere di ammalarsi, ora che – ha concluso nel salutarci – è diventata proprietaria di un pezzo di terreno in Australia.

Germaine aveva esordito così: «In Australia questo libro non lo comprano nemmeno. Pensano che lo abbia scritto per giustificare una mia ossessione. Quella dei ragazzi giovani. Mi hanno dato della pedofila – prosegue – ma quello che io ho voluto fare scrivendo questo libro, è esprimere la speranza che le donne smettano di cercare nell’uomo la figura patriarcale, mettendo in atto solo la loro parte riproduttiva, vorrei che capissero che non c’è selezione in amore. Vorrei una letteratura di donne che trovano non tanto l’eroe, ma che trovino il loro toy-boy e lo trovino seducente perché è narciso, prepotente, impaziente, così come i ragazzi più giovani trovano seducenti le donne più adulte, e non hanno paura se sono più intelligenti, perché è così che possono imparare. Il ragazzo vuole imparare. E vuole imparare tutto da tutte.»

D.J.Lawrence si era chiesto perchè gli uomini non portassero calzini rossi, e a volte me lo chiedo anche io, penso mentre l’ascolto…Guardate i nostri autobus, i treni, le strade della nostra città, guardate il grigio dei nostri uomini in divisa mentre scalano carriere prive di fantasia. Ovvio che la maggioranza delle donne continua a perpetuare la dinamica padre – figlia con uomini così. «Per fortuna - ha detto la Greer facendoci sorridere - che da voi in Italia quando arriva l’estate almeno gli uomini si tolgono la camicia. Da noi in Inghilterra nemmeno quello!»

Vogliamo un uomo più vicino alle donne, più vicino alla mamma quindi? E anche se il mammismo da noi in Italia è un problema… sembra che in Inghilterra la mancanza totale di mammismo sia un problema ancora più grave…
Crescono forse troppo in fretta questi maschi che passano da bambini ad adulti? È questo che vuole dirci la Greer? Manca uno spazio adeguato all’età del ragazzo? Non saprei…

Il piacere della bellezza…. Un invito a scovarlo, rubarlo, rivendicarlo, reclamarlo. Con coraggio. Questo forse voleva dirci la Greer parlandoci del ragazzo. E di quell’età in cui tempi e necessità vengono sospesi per il puro piacere del godere…

Marina Giardina

di Laura Calevo

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