Concerti Magazine Sabato 11 dicembre 2004

Gli anni d’oro del grande Real…

Magazine - Ho aspettato dodici anni. E ieri sera, 10 dicembre, li ho rivissuti tutti con grande divertimento.

Il concerto di al Mazda Palace della Fiumara, organizzato da , ha segnato per me e per gli ex teen-ager che erano con me, il ritorno agli anni del liceo. Anni nei quali gli 883 erano gli autori della colonna sonora delle uscite con gli amici e non solo.
I Novanta sono stati gli anni del cambiamento, delle amicizie di una vita e di ragazze troppo belle, ammirate da lontano e omaggiate a squarciagola nelle discoserate al Vanilla con Sei un Mito.

Max Pezzali ha portato sul palco anche canzoni vecchie come Hanno ucciso l’uomo ragno (ben dodici anni di storia sulle spalle) perché non perdono di freschezza accanto ai successi di oggi come Il mondo insieme a te.

Mentre guardo Max rivedo le serate con quattro amici in una scassatissima Renault 5 in un viaggio con Rotta per casa di Dio finito sistematicamente in strade sconosciute e apostrofate da un coro a cinque voci:
"lo sapevo che sarebbe finita così,
stiamo andando a ‘fanculo…"


Ma il viaggio di un concerto lungo più di due ore ha portato anche all’incontro con le prime cotte, gli amori intramontabili, lunghi un estate, celebrati in Come Mai.

Canto, rido e scherzo con la mia ragazza, faccio lo scemo con gli amici Paolo, Cristina e Angelo e non mi accorgo che attorno ci sono ragazzi che non sanno chi fosse Mauro Repetto perché all’epoca in cui gli 883 erano in due loro neppure andavano a scuola. E ora ci guardano in modo strano.

L’aria del concerto è quella di una festa. Ascolto La dura legge del gol e penso che solo un interista avrebbe potuto scriverla anche se, da sampdoriano, nella parte in cui dice che gli altri vincono, un po’ mi ci rivedo.
Ma questa è un’altra storia.

Finito il concerto incontriamo Max nel camerino. Accanto a lui c’è l’ever green Claudio Cecchetto che riconosco solo perché, dopo più di vent’anni, continua a cantare gioca jouer.
Max è disponibile, parliamo dell’Inter del Mancio e delle sue speranze calcistiche: «finalmente si sono svegliati, speriamo che nessuno remi contro».
Aspetto che si conceda ai suoi fan mentre Cecchetto continua ad insegnarci i passi del suo storico balletto, «ricordatevi che si parte sempre da dormire, fate attenzione alla differenza tra camminare e nuotare e nel finale, due volte i saluti», ci dice.

Saluto Max e lo ringrazio. Da ieri sera sono più giovane di almeno dieci anni.


Nella foto: Max Pezzali (tratta da Warner Music Italy, ottoottotre.warnermusic.it/foto_10.html )

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