Tre sorelle in un monologo - Magazine

Tre sorelle in un monologo

Teatro e Spettacoli Magazine Teatro Hops Martedì 7 dicembre 2004

Magazine - Al Teatro h.o.p. altrove (Piazzetta Cambiaso), da giovedì 9 a sabato 11 dicembre, alle ore 21, dopo lo strepitoso successo avuto nella passata Stagione al Teatro h.o.p. altrove, torna Sara Bertelà, con il suo ironico e commovente monologo Irina Prozorova Papaleo, (scritto dalla stessa Bertelà e da Stefano Costantini), tratto da Tre sorelle, di A. Checov.

“A Mosca, a Mosca”, grido ripetuto come un sospiro, un sogno, un desiderio che mai s’avvera e segna il tempo delle celebri sorelle Checoviane, è un eco del passato che accompagna Irina nel viaggio della Sua vita.
In questa originale rilettura il dramma, ormai compiuto, appartiene alla storia del personaggio: è il suo passato e come tale affiora nel presente di una Irina Cechoviana proiettata “altrove” nel tempo e nello spazio, che ci racconta parte di sé e di quanto l’ha condotta qui e ora, dove noi la incontriamo.

La ritroviamo oggi, donna contemporanea, nella Sua casa di Palermo, ultima tappa del Suo vagare, viaggiare, cercare.
Emerge da una vasca per raccontare le tappe di una russa in Italia, che compare in Sicilia; raccoglie conchiglie sulla spiaggia di Mondello; si innamora di un Geometra del Comune di Palermo; trascorre le Sue giornate con la suocera e vive abbagliata dalla luce del Mediteraneo.

Irina ironizza, commuove e volge in commedia gli elementi tragici della Sua vita e di quella della Sua famiglia, dipana il filo della memoria e affronta positivamente la quotidianità.
Sente dentro di sé scoppiare la primavera.

Ma nella gialla e calda terra siciliana riuscirà Irina a dimenticare la Sua bianca e irragiungibile Mosca?
Nel racconto intimo e leggero dell’odierna Irina, i protagonisti di "Tre Sorelle" riaffiorano quasi inconsapevolmente, e mentre lei è protesa a mostrarci il suo presente, l’eco del passato riverbera dalle sue parole.
Il dramma è ormai lontano e riletto dalla prospettiva del presente, il che ne indirizza i toni piuttosto verso la Commedia, come forse era originariamente nelle intenzioni dello stesso Cechov.

Dice Sara Bertelà del suo personaggio: “Il dramma che la imprigionava in una impossibilità di futuro nell’opera di Cechov è ormai compiuto e nel giallo meridione d’Italia finalmente troverà la chiave per amare e vivere un presente di donna risolta, o quasi.
L’eco del suo passato segna ancora la sua storia e tutti i personaggi di Cechov riemergono ancora dalla sua memoria, ma visti ora da un presente che rende il dolore più oggettivo e accettabile”.

Nella foto alcuni momenti dello spettacolo

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