Concerti Magazine Lunedì 6 dicembre 2004

Giginho for Christmas

Ladies and Getlemen, is back. Anzi, u Giginho è turnau. Continua a soffrire di saudagi, a sfornare sambe, a seguire il mentore e maestro di vita Peu Tabioca, l’inventore della saudagi. Per fortuna, visto che quella sensazione "a metà tra la voglia di dormire e la voglia di stare a letto", che è appunto la saudagi, non smette di ispirarlo.
Italia Brasile sola andata - in uscita oggi in tutta Italia - è il secondo album di aka . 17 brani fulminanti, molte cover di canzoni note prese e rivoltate come un calzino, «qualche chicca per uditi fini», dice Fabrizio, che abbiamo sentito un lunedì mattina mentre bestemmiava contro una cartella esattoriale...

Come è andato questo secondo parto? «È stato molto bello. Diverso dal primo, che non si scorda mai. Quello era una super-produzione fatta da una major. Questo, invece, è stato fatto in casa, e per metà me lo sono pagato io».

Un prodotto più intimo, insomma. E anche i testi lo sono. Affrontano con la massima aulicità temi di grande importanza pedagogico-sociale. Tanto per capire: U Scorfanu e a gran figa, Trombami, A lunghezza, A sega
«Canzoni che hanno anche un valore sociale», dice Fabrizio, «sarebbe bello suonarle in tramissioni tipo Loveline su Mtv, dove regolarmente telefona uno che chiede quanti centimetri deve misurare un pisello per essere considerato piccolo. Nella canzone A lunghezza è spiegato in modo molto preciso…».

Ma ci sono anche pezzi in cui si riflette sul tempo che passa, come U nemigu du ventu, dove si cantano le difficoltà e le amarezze di un ragazzo che ha superato i trenta e si ritrova a combattere per tener fermo il riporto.

Eppure, fare un disco da ridere non è così facile. «Intanto nel disco manca l’immagine. Quando Giginho va in televisione [quest'anno Fabrizio è stato uno dei componenti dell'armata genovese, insieme a Balbontin e Ceccon, a Colorado Café su Italia 1, ndr] si vede la sua faccia, la mimica. In un cd tutto questo non lo si può infilare. Il rischio è quello di fare una cosa che dopo un po’ annoia». Ma niente paura, ogni canzone è introdotta da un minimonologo, in cui se ne spiega il senso. Una specie di siparietto, anche quello tutto da ridere.
«È stato Toquinho a farmi innamorare della musica brasiliana. E lui parlava sempre tra una canzone a l’altra. Io non sapevo una parola di brasiliano, ma l’ho imparato tutto a memoria. L’album si chiamava Canta Brasil, lo consiglio a tutti».

E ora una domanda che mai nessuno gli ha fatto. Quanto è figa Rossella Brescia? «Ecco, questa è in assoluto la domanda più frequente che mi fanno, seguita subito dopo da “ma te la sei fatta? No perché, ci lavori insieme…”. Come se fosse automatico».
Giginho dirada i dubbi e canta: credo che non me la darà.

La saudagi continua? «La saudagi è infinita. È l’eccezionale e acrobatica arte di arrangiarsi, con mezzi anche cinici, in situazioni disperate». Tipo? C’è tutto nell'album: crescere in una famiglia di spacciatori e serial killer, fare una festa per pochi e poi ritrovarsi la casa invasa, dare il famigerato esame di Privato...

A chi lo regaleresti questo disco? «Beh, intanto a tutti quelli che continuavano a chiedermi “quand’è che esce il disco di Giginho?”. Veramente tanti. A tutti quelli che si annoiano con le canzoni di adesso. A tutti quelli che hanno voglia di sentire molto cazzeggio e qualche perla».

Progetti? «La biografia di Peu Tabioca, che uscirà per Mondadori, un album con il mio alter ego - il cantautore genovese Gian Battista Perasso - dal titolo Sostiene Perasso. Poi un sound system con il mio gruppo hip hop, i Disagio. Infine, siccome sono anche un cantautore, mi propongo di "fare" musica...».

Italia Brasile sola andata noi lo abbiamo sentito: un bel regalo di Natale che la nostra redaçao vi consiglia.

Nella foto: Fabrizio Casalino, ovvero Giginho, a Colorado Café - Italia 1

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