Magazine Lunedì 6 dicembre 2004

Bacci Pagano sempre protagonista

Dopo la presentazione avvenuta nel mese di ottobre, ecco venerdì 3 dicembre alla Libreria Portoanticolibri, una nuova presentazione di . D’altronde, visto il successo del libro e del personaggio Bacci, parlarne è sempre un piacere. Il pubblico poi, non manca mai.
Questa volta a raccontarci del libro e del suo autore è lo psicoterapeuta Gianni Guasto e lo fa da un suo particolare e privilegiato punto di vista: è, oltre che collega, un amico di Bruno Morchio. Anzi, Guasto ci tiene a precisare che di Bacci Pagano è il critico e lettore in anteprima.

Così è bello sapere che la passione per la pesca dei boniti – piccoli tonni - unisce Gianni a Bruno, quindi i riferimenti al Il vecchio e il mare di Hemingway diventano scontati; così come i consigli e le ricette gastronomiche date da Gianni all’amico, che diventano l’arte culinaria di Bacci Pagano, avvicinato così al Pepe Carvalho di Vazquez Montalban. Ma questo - precisa Morchio - è forse l’unico riferimento: per il resto Pepe Carvalho non assomiglia per niente a Bacci Pagano.

Guasto, da psicologo qual è, indaga non solo la trama del libro noir ma anche quella dell’anima; dato che si parla di un autore e di un personaggio di successo le ragioni per l’indagine sono molte. Innanzi tutto c’è la componente erotica, la carnalità, la fisicità con gli aspetti amorosi delle cinque donne che circondano Bacci Pagano: Zainab, la colf; Clara, l’ex moglie; Aglaja, la figlia; Julia, la cliente indagata; Mara, la nuova fidanzata e, guarda caso come l’autore, psicoterapeuta infantile. Con tutte queste donne i rapporti sono alquanto problematici dato che Bacci è in fondo un solitario.
Infine c’è il dolore. Il dolore con cui confrontarsi: lo stesso che Morchio affronta nel suo lavoro di psicoterapeuta; il dolore della tragedia che c’è anche nel racconto di Bacci Pagano.
Gianni Guasto ironizza sul successo di Morchio: spera che non ne abbia, o almeno che non si monti la testa, "si perderebbe un bravo psicoterapeuta infantile". Proprio lui, Bruno, che laureatosi con Sanguineti in letteratura decise poi di lasciare i libri per interessarsi delle persone. Ma Morchio, tranquillizza Guasto: i suoi pazienti gli mancano e non lascerebbe mai il suo lavoro.

Prime domande dal pubblico: quanto c’è di Bruno Morchio in Bacci Pagano? C’è tanto nel disincanto, nella passione. Non c’è niente nell’azione; poi in Bacci Pagano c’è l’antinarciso, in chi scrive un libro invece un po’ di narcisismo c’è.
Come mai in Liguria, e a Genova in particolare, ci sono più poeti che romanzieri? Morchio è deciso: perché con la poesia si risparmia e si fa prima a dire le cose.
Adriana Albini, tra il pubblico, domanda a Morchio come e quando scrive: «Scrivo grazie al personal computer. Il pc aiuta molto: si può cancellare, correggere, conservare. Scrivo nei momenti in cui posso concentrarmi. Scrivo al sabato e la domenica. Scrivo partendo sempre da un elemento concreto, da un paesaggio, un luogo; da lì si sviluppa un nucleo narrativo, una situazione concreta…».

Giorgio Boratto
di Laura Calevo

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