Concerti Magazine Venerdì 3 dicembre 2004

Genovatune

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I Fungus sembrano rispecchiare una tendenza sempre più in crescita a Genova, ovvero quella di utilizzare per i propri pezzi basi elettroniche e strumenti che esulino dallo standard batteria-basso-chitarra.
Nel caso di questo gruppo il problema è più complesso, a partire dal genere che fanno, difficile da classificare: si passa da pezzi acustici ad intermezzi più fortemente rock e come minimo comune denominatore hanno un sound derivante da strumenti utilizzati nella loro forma naturale, senza distorsioni o effetti vari.

Il cd Careful si apre con Babylon, un pezzo strano, molto elettronico e forse volutamente fuorviante per l'ascoltatore che nei brani successivi si aspetterebbe tutt'altro genere.
Una base ed un sottofondo di batteria e voce sono gli ingredienti di questo primo brano, una sorta di intro in cui è difficile stabilire chi sia il cantante, dal momento che in questo gruppo, ognuno dei 5 componenti, presta la sua voce.

Il secondo brano prende il nome di Dream #3, molto controverso in quanto composto da due parti, la prima più soft con tanto di flauto e la voce di Vittoria (come specificato nel cd n.d.r), piuttosto pastosa e vibrante nei momenti in cui scaturisce la componente potente. La seconda parte invece è più rock, la batteria è maggiormente presente ed una chitarra distorta fa da protagonista.

Dopo l'intermezzo di 52 secondi di Shareful, si passa ad 8 Days: l'atmosfera è serena, quasi da film, e forse una voce così tremante stona nel contesto ma il risultato finale è piacevole, un pezzo d’atmosfera che non colpisce particolarmente ma comunque originale.

La quinta traccia è senza dubbio quella che mi ha stupito maggiormente, un brano da ben 10 minuti di elettronica pungente, che pare scaturire in modo naturale senza essere studiato nelle parti ma comunque curato; un climax emozionale che culmina con l’inserto della voce trascinata di Vittoria che pronuncia disperata la frase “…Share Your Suicide…”, davvero incredibile e coinvolgente.
Un altro intermezzo dal titolo La cittadella, quasi naturale prolungamento del brano precedente, e poi Polipeptide, dove fa capolino un insistente rock-blues; gli artisti mostrano grande abilità, soprattutto il chitarrista che ha modo di dare sfoggio della sua personalità. Le stesse caratteristiche si possono ritrovare in Latin Circe in cui torna ancora una volta un flauto suonato egregiamente da Carlo.

Ma torniamo a che, sulla linea di Share Your Suicide, produce un flusso musicale ininterrotto per 10 minuti con tratti struggenti, esasperati e lo stesso climax vocale del brano descritto precedentemente ma la voce è di Cinzia e la differenza si sente, più pulita e meno corposa, adatta al pezzo e all’altrettanto limpido suono della chitarra.

Il cd si chiude con Hypnopotamus, una sorta di sfogo degli artisti che si lasciano andare in lunghi assoli prima della traccia nascosta: una grande risata che chiude il cd. Un gruppo che come molti sta scegliendo la via della sperimentazione musicale senza però rinunciare al suono più classico degli strumenti. Un buon lavoro, svolto da artisti molto bravi, che sfruttano le loro conoscenze tecniche mettendole al servizio dell’originalità.

TRACKLIST:
1- Babylon
2- Dream #3
3- Shareful
4- 8 Days
5- Share Your Suicide
6- La cittadella
7- Polipeptide
8- Careful!
9- Latin Circe
10- Hypnopotamus

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