Magazine Venerdì 3 dicembre 2004

Niente di vero tranne gli occhi

Avevamo lasciato l’ormai ex comico del Drive In tra le atmosfere monegasche di , settecento pagine di esordio in cui una radio, un serial killer spietato e un poliziotto sull’orlo del baratro erano i protagonisti di quello che è diventato un vero e proprio caso letterario.

Niente di vero tranne gli occhi è, sotto molti punti di vista, il libro della consacrazione, quello che pretende di dimostrare che Faletti è uno scrittore affermato e capace. Se queste sono le premesse posso tranquillamente affermare che la missione è riuscita, ma solo a metà.

Il nuovo romanzo, ambientato nella new York di oggi, scorre veloce come si conviene ad un buon thriller ma sono tante le pecche dovute ad una continua ricerca di stile che è solo accennato. L’impressione che si ha leggendo il libro è quella di leggere molte, troppe parole, che diluiscono alcuni brani senza aggiungere nulla alla trama.

[…] Così, la sua vita passata e la sua vita futura sarebbero state esattamente uguali. Tutt’e due da qualche parte, in qualche posto che non conosceva.

L’eroe del romanzo, Jordan Marsalis, è un ex poliziotto della Grande Mela richiamato alle armi per fermare un assassino che compone le sue vittime come i personaggi di Charles Schulz, i Peanuts.
Interessante l’incrocio di storie tra Roma e New York, le capitali del vecchio e del nuovo Impero ed affascinante la figura di Maureen Martini, il commissario Italiano che diventa protagonista, suo malgrado, della caccia all’uomo.

Così come nella prima opera, anche in questa i personaggi che ruotano attorno ai protagonisti sono ben caratterizzati e tutti hanno una collocazione precisa nell’economia del racconto grazie ad una serie di intrecci, spesso forzati, che portano tutti nel posto giusto al momento sbagliato.

Ho paura di andare oltre nella recensione perché temo di raccontare troppo e togliere il gusto di arrivare alla fine con le vostre forze. Niente di vero tranne gli occhi è un romanzo che, al di là dei difetti, si fa leggere, riesce a coinvolgere, nonostante i salti mortali fatti per dare un senso ad alcune trovate narrative.

Se avete in programma un lungo viaggio o un paio di notti insonni l’ultima fatica di Faletti potrebbe essere la compagnia ideale. Se vi capita leggetelo, regalatelo, prendetelo in prestito da un amico che abbia investito i quasi 19 euro necessari alla sua proprietà. Solo una cosa, fatelo consapevoli di non essere di fronte ad un romanzo di Harris, Connely o dell’italianissimo Lucarelli e che, sinceramente, non pretende neppure di avvicinarcisi.

Niente di vero tranne gli occhi
Romanzo
Baldini Castoldi Dalai editore
Anno 2004
di Francesco Cascione

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