Due 'madonnare contemporanee' - Magazine

Mostre Magazine Mercoledì 1 dicembre 2004

Due 'madonnare contemporanee'

Magazine - Una notte di fine novembre. Piove, e nel centro storico non c’è anima viva. Solo in vico de Negri, a pochi passi da piazza Banchi, una luce quasi natalizia attira l’attenzione. Ed è proprio lì che sono diretta. Lì, mi aspettano Marlene e Francesca.

Nell’Ostaja de’ Banchi, locale storico gestito dal 1995 da Gigi Picetti, trovo un suonatore di chitarra, l’oste, che subito mi offre da bere e Marlene Saipa, che mi stava aspettando. Lei ha 24 anni, è sorridente ed estroversa. I capelli biondi e gli occhi azzurri tradiscono le sue origini tedesche: «Sono nata in Germania, poi mi sono trasferita qui insieme a mia mamma». Marlene si definisce una “madonnara contemporanea” perché, da artista di strada quale è, trascorre spesso i pomeriggi in via San Lorenzo, dove dipinge ciò che la circonda. Lei e si incontrano in questa osteria ogni martedì sera, e qui si dedicano alla loro più grande passione: la pittura. Armate di foglio e pennello, ritraggono infatti i clienti dell’Ostaja che hanno piacere ad essere immortalati, magari mentre sorseggiano una birra.

La storia delle due ragazze ha dell’incredibile. Del favolesco, anzi: «La prima volta che ho incontrato Francesca avevo 8 anni», mi racconta Marlene, «nel corso di un campo estivo. Lei, di 2 anni più grande di me, mi confortava la notte, quando piangevo perchè volevo tornare a casa…». Le due ragazze si sono ritrovate solo 5 anni dopo: «sull’autobus, dove abbiamo scoperto di avere la stessa passione: l’arte». Due persone, un solo destino. Fino a quando l’Accademia di Belle Arti genovese non le ha riunite definitivamente.
E arriviamo ai giorni nostri, con Marlene che ha da poco terminato gli studi e Francesca che è intenta a preparare la tesi. Che verterà sui modelli: «Mi colpisce sempre l’espressione dei loro visi nel momento in cui li dipingo», conferma Francesca, «e così invento storie su di loro. Spesso vorrei non sentire mai la loro voce, per non restare delusa». L’interesse di Marlene è invece rivolta ai colori. Mi mostra un suo lavoro: «Uso l’olio o, più spesso, l’ecoline, che crea luminosi giochi di luce». Giallo, rosso e blu sono i colori che Marlene utilizza maggiormente. E quando mi propone di farmi ritrarre da lei, mi dice di rilassarmi: non devo restare immobile, perchè preferisce la naturalezza. Usa il viola, il verde e l’arancio: le avevo raccontato del mio amore per il cinema, ed ora lei mi immagina come protagonista di un’antica locandina cinematografica. Il risultato è ottimo: quella sono io, ma i tratti sono più marcati; dimostro almeno trent’anni: «disegno quello che vedo, senza pensarci troppo. E, soprattutto, non amo “abbellire” le persone». Francesca, invece, ha un tratto diverso: «più delicato», suggerisce Marlene.

«Uso spesso gli acquarelli, ma sto imparando la tecnica ad olio», racconta Francesca, «delle persone che ritraggo mi colpiscono i colori, lo sguardo, i capelli. E la somiglianza per me è importante». Insomma, il risultato che le due pittrici ottengono è estremamente diverso, ma uguale è il loro approccio all’arte, la sacralità che la circonda.
La serata è quasi giunta al termine; in attesa che il mio ritratto sia completamente asciutto, chiedo ancora a Marlene cosa vede nel suo futuro: «Un viaggio, un lungo viaggio che mi porti a scoprire le città europee. Londra, in particolare, così aperta alle nuove espressioni artistiche». Francesca è più pessimista: «non aspiro a diventare artista di strada: non fa per me. Forse, prima o poi, mi ritirerò in campagna. Ma mi piacerebbe anche andare a vivere in Portogallo». È Il desiderio di evoluzione ad accomunare Marlene e Francesca, che hanno da poco “inaugurato” un laboratorio nel centro storico, all’interno del quale le due amiche sperimentano, imparano e si migliorano. In attesa che i loro sogni si avverino.

Vi va di essere immortalati dal pennello di Marlene e Francesca? Le troverete ogni martedì sera, a partire dalle 22.00, all'Ostaja de'Banchi (vico de Negri 17R). Ogni ritratto costa 10 euro.

Nella foto in alto: Marlene Saipa e Francesca Bellati al lavoro nel locale.
In basso: un quadro di Marlene Saipa

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