L'uomo senza sonno - Magazine

Cinema Magazine Martedì 23 novembre 2004

L'uomo senza sonno

Magazine - Di Brad Anderson
con Christian Bale, Aitana Sanchez-Gijon, Jennifer Jason-Leigh


Trevor Reznik non mangia quasi nulla da un anno ed assomiglia straordinariamente ad uno scheletro. In compenso non dorme affatto. Tutto ciò ne compromette i riflessi sul lavoro (una catena di montaggio fatiscente e ricca di trabocchetti) e ne confonde le percezioni, gettandolo in uno stato di frustrazione e paranoia. E c'è qualcuno che in casa sua attacca sul frigo dei post-it mentre lui non c'è. È bello avere delle certezze. Una di queste è che se ti chiami Anderson ci sono buone probabilità che tu sia un ottimo regista.
Wes Anderson è il mago delle commedie malinconiche e surreali (Rushmore, ). Paul W.S.Anderson è il mago dell'intrattenimento becero e citazionista (Resident evil, Alien vs. Predator). Paul Thomas Anderson è un mago e basta (Magnolia, Boogie nights, ).

E adesso ecco Brad Anderson, specialista in horror della psiche (il suo primo film era lo splendido Session 9), angosciosi e insinuanti, girati con un attenzione assolutamente "autorale" all'impianto visivo ed alla qualità della recitazione.
Dopo il grande Peter Mullan di Session 9, è il turno di un Christian Bale (impegnato in una performance fisica impressionante, vederlo per credere) di rincorrere i fantasmi della psiche per ricostruire il senso del presente. Gli girano attorno uno stuolo di caratteristi di altissima qualità, dall'"invecchiata bene" Jennifer Jason-Leigh (Inserzione pericolosa, Era mio padre) all'inquietante Ivan, sorta di sosia deforme del colonnello Kurtz di Apocalypse now.

Il film non è per altro esente da limiti: è un tantino prevedibile (richiama alla mente tanta altra cinematografia di genere analoga, in primis Allucinazione perversa e Apri gli occhi) e a tratti condiscendente con sé stesso, quando, per il piacere di ingannare lo spettatore, si ingarbuglia con parentesi d'effetto ma narrativamente contorte. Ma la cosa più difficile da accettarsi fra tutte, risoltasi la vicenda e svelato l'arcano, è l'evidente somiglianza complessiva (e anche qualcosa di più) proprio con Session 9. Insomma, bravo bravissimo quest'altro Anderson, ma non è che gli scarseggiano un po' le idee?

Giorgio Viaro

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