Concerti Magazine Mercoledì 17 novembre 2004

MAMBASSA LIVE @ FNAC

I Mambassa saranno gli ospiti speciali per l’apertura straordinaria di Fnac: giovedì 9 dicembre alle ore 21.30 saliranno sul palco del Forum Fnac per presentare il loro ultimo album: Mambassa (Mescal).

5 giorni di pre produzione e 20 di registrazione al Vanilla Studio di Verduno, Cuneo, tra maggio e giugno 2004.
10 giorni di mixaggio al Gulp! di Torino, nel giugno 2004.
1 giorno di mastering al Moonshine Music di Oxford ,UK, a cura di Alexander Zennor.
La produzione artistica è opera di Davey Ray Moor – 42 anni, da Sidney, già leader dei Cousteau, produttore di Cristina Donà e autore di un progetto solista a nome Stellar Ray.

“Mambassa”, racconta in dieci episodi la perdita di quell’ansia di piacere a tutti, in favore di una consapevolezza ruvida, senza trucco, una specie di campo nudista delle emozioni.
“Mambassa” è un percorso senza abbellimenti, schietto. Un intero album registrato senza riverberi e mixato in mono, con una presenza e una fisicità quasi arroganti, per un disco di canzoni - costruite (pur con qualche licenza) sull’asse strofa-ritornello.

Questo quarto disco omonimo ha l'onere di confermare i buoni propositi intuiti con i lavori precedenti rivisitandoli in una chiave più matura e ragionata. Ascoltando "Mambassa" si viene colti da un insieme di sensazioni ed emozioni contrastanti e coinvolgimento nelle liriche sempre intime ma comunque secche e dirette di Stefano Sardo.
La produzione di Davey Ray Moor (già dietro le quinte per quel gioiellino pop che è "Dove sei tu" di Cristina Donà) si avverte nell'atmosfera più compatta e nel sound più lineare e preciso: un pop d'autore che fraseggia con massima cura e lancia sguardi d'intesa alle fascinazioni indipendenti dei Perturbazione e degli Scisma (in L'antidoto sembra di sentire Paolo Benvegnù).

Il mood è quindi un po' crepuscolare, autunnale, disilluso, ma la poetica sembra meno retorica che nei precedenti episodi e la più marcata razionalità musicale non fa che risaltare queste peculiarità, aggiungendo - infine - che la voce di Stefano non è mai stata così toccante, comunicativa ed intensa.

Un disco ben costruito che alterna però dei chiaroscuri abbastanza marcati dove alcuni brani corrono pericolosamente il rischio di passare inosservati in confronto agli episodi più riusciti del lotto (Una storia chiusa, Dove sei, L'antidoto): un disco indubbiamente poetico e dalle potenzialità immense.

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