Anvedi come balla la Guzzanti - Magazine

Teatro Magazine Teatro della Corte Lunedì 22 novembre 2004

Anvedi come balla la Guzzanti

Magazine - Candido: è un acclamato successo fin dai suoi esordi, nella primavera dell’anno scorso. La Soap Opera Musical, a Genova dal 23 novembre al 5 dicembre al Teatro Duse, ha fatto cantare e ballare persino la timidissima Caterina Guzzanti. La riduzione di Andrea Liberovici e Aldo Nove, da Voltaire, è un “videoclip illuminista”, dove accade di tutto, persino un Funari in video (leggi ).

«Io gliel’avevo detto subito a Liberovici più di un anno fa, quando mi chiamò la prima volta. "Guarda che io non so né cantare né ballare"», racconta Caterina Guzzanti, raggiunta al telefono mentre sta per partire da La Spezia, dove nel fine settimana c’è stata un’anteprima del Candido. «Ho dovuto imparare a cantare e se, per un verso è stato facile, visto che sono piuttosto intonata, dall'altro ci ho messo un po’... ogni tanto mi incarto ancora, per via della mia timidezza di fronte al pubblico». È disponibile Caterina, anche se di poche parole. Le squilla il telefono della camera e sorride dicendo che sarà un sollecito a lasciare la stanza d’albergo, vista l’ora. Si scusa, risponde e torna in fretta, pronta per continuare la chiacchierata.

E il ballo?
«Ma non è che si tratti proprio di danza, ci sono dei movimenti coreografici da seguire. Il mio personaggio va e viene in continuazione, tornando sempre da terribili sciagure, quindi è sempre un po’ mesto e poco incline a lasciarsi andare a grandi passi da ballerina».
Come vivi l’interazione con il video?
«È divertente, anche se è molto complicata. Se si sbaglia tempo o ritmo va tutto a…»
…Catafascio?
«…stavo per dire di peggio. Gli incastri sono costruiti al millimetro quindi ci vuole davvero molta attenzione».
Tu sei la bella e inquieta Cunegonda, ma anche il Missile Intelligente. Ci racconti come vivi questi due personaggi e se dialogano fra loro?
«No, non interagiscono. Ci sono scambi scellerati dietro le quinte, quindi per ovvi motivi pratici non dialogano. Il Missile è una figurina buffa, che parla con accento anglosassone e fa sempre dei casini. Rappresenta la prevenzione intelligente, ma è tutto il contrario. Uccide le persone e poi si scusa e le resuscita. È stato progettato per obiettivi verdi, ma anche lì si sbaglia e colpisce tutt’altro».
E la bella Cunegonda che fa, così straziata tra due realtà?
«È sofferta ma è anche stronza. Sì, forse per cause di forza maggiore, ma fatto sta che preferisce lasciare Candido e inseguire la sua carriera, sedurre il produttore di soap opera…»
Dopo il Candido, che progetti hai?
«Comincio subito a lavorare in un altro musical. Concia Bonita, del regista argentino Alfredo Arias su musiche di Nicola Piovani. Uno spettacolo che ha già girato in Francia e che ora viene riallestito per una produzione italiana che debutterà al Teatro Ambra Iovinelli di Roma. A marzo poi torno a Bulldozer».
(Lo dice con una voce strana, le chiedo se ci torna mal volentieri).
«No, è che c’è una gran confusione. Ieri qualcuno ha scritto di me che sono una di Zelig. C’è una forte migrazione dei comici in diverse trasmissioni e poi c’è un pullulare di trasmissioni tutte uguali, a tutte le ore… Insomma in famiglia non son stata abituata a lavorare così.
Ma certo che ci torno volentieri».
Torni con la tua bimba terribile, Orsetta Orsini Curva della Cisa o la lasci a casa?
«Ci sto ancora lavorando, ma la bimba è difficile lasciarla a casa».
TV, Teatro, Cinema, come vivi questi passaggi?
«È un assaggiare un po’ in tutte le direzioni. Una ragnatela… o forse un percorrere diversi rami. Diciamo che sto sondando, e che prima della pensione sceglierò cosa fare».
Che rapporto hai con internet? Navighi? O non te ne frega niente?
«Sì, navigo… ogni tanto. Ma sono abbastanza una schiappa. E poi sono pigra: tutte le volte che il computer si impalla lo lascio andare a catafascio, non chiamo il tecnico… C’è un po’ di incomprensione: la stampante non dialoga con il computer, io non dialogo con la stampante…».

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