I mosaici: l'arte in bianco e nero - Magazine

Mostre Magazine Sabato 20 novembre 2004

I mosaici: l'arte in bianco e nero

Magazine - I mosaici liguri: un’arte dal sapore antico, una tradizione che deve essere preservata dai rigori del tempo e difesa dall’ignoranza di chi non la riconosce come tale.
E meno male che Luca e Luciano, due ragazzi genovesi di buona volontà, hanno fatto della salvaguardia di un patrimonio artistico come è quello dei rissëu genovesi una passione che va al di là del semplice guadagno.

Luca Riggio e Luciano Bonzini sono rispettivamente un disegnatore, (ma anche attore, come mi rivela Luciano) e un piastrellista che, alcuni anni fa, hanno deciso di unire le proprie forze per dar vita ad un progetto davvero ambizioso: il Laboratorio San Luca di Riggio si è fuso dunque con la ditta Musivarius di Bonzini. Sono diventati così mosaicisti in piena regola.
La storia degli antichi mosaici liguri è affascinante. Luca me la racconta con trasporto: «I mosaici più belli si trovano davanti alle chiese o alle ville patrizie. Si tratta di un’arte - spesso considerata minore - che si è diffusa a partire dal '500 e si è sviluppata fino ai primi del ‘900. La Liguria si è distinta per l’uso dei colori – il bianco e il nero – che caratterizzano i disegni astratti, un tempo realizzati con i ciottoli raccolti in spiaggia».

Oggi non è più così: Luca e Luciano, nel realizzare i propri mosaici o nel restaurare quelli in stato di abbandono, non possono contare sulle pietre che si trovano in riva al mare: «Da circa 15 anni la legge statale non permette più di raccogliere i ciottoli sulla spiaggia». E questo causa spesso veri e propri disastri: «C’è chi utilizza pietre di fiume, che costano poco, ma che non appartengono alla tradizione ligure. Altri lavorano il marmo bianco: una pietra economica, simile ai ciottoli della spiaggia. E i risultati sono raccapriccianti!». Luca e Luciano sono dunque fieri del proprio impegno nel restauro di mosaici antichi: «Stiamo lavorando su un ciottolato privato. Abbiamo utilizzato i crostoni e le pietre di spiaggia appartenenti al mosaico, da poco smantellato, di una villa». Una vera fortuna. Ma in genere i due amici cercano di ottenere il permesso per prendere le pietre sulla spiaggia, e non è cosa semplice.

Il vero problema è la mancanza di tutela nei confronti di queste opere d’arte: «La legge protegge solo i ciottolati adiacenti una chiesa», spiega ancora Luca. E che dire delle pavimentazioni che, nonostante il valore storico, vengono giornalmente “calpestate” dalle macchine? «Ebbene sì: spesso si preferisce il parcheggio alla salvaguardia di un patrimonio artistico che dovrebbe essere considerato alla stregua di un dipinto o di una statua antica. Ma per ora vince il partito delle macchine!».
Non pensate che il lavoro del mosaicista sia tutto rosa e fiori: si tratta, al contrario, di un’attività davvero faticosa. «Facciamo tutto: dall’impasto di cemento al trasporto dei materiali. E spesso le condizioni atmosferiche non ci aiutano. Insomma: un lavoro da manovali contrapposto a quello, gratificante, che richiede la grazia del ricamo».

La ditta di Luca e Luciano - che attualmente si sta battendo per il restauro del ciottolato di via Monte Uliveto, a Multedo - si trova in Vico dell’Agnello, nel cuore del centro storico: «Ci occupiamo anche dei mosaici cosiddetti “commerciali”», aggiunge Luciano, «dalle piscine ai pavimenti; fino ai bagni turchi». In piazza dell’Agnello troverete un assaggio della loro arte in una piccola vetrina, che espone alcuni dei loro lavori.
Un sogno nel cassetto? «Restaurare uno tra i ciottolati più belli che ci sono in Liguria», conclude Luciano: «Quello della Certosa di Teglia. Oggi adibito a campo da calcio…».

Per contattare Luca e Luciano chiamate il numero 347 9663095.

Nella foto in alto: mosaicista al lavoro
In basso: il mosaico della Certosa di Teglia

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