Le prime Radio e TV in mostra - Magazine

Cultura Magazine Venerdì 19 novembre 2004

Le prime Radio e TV in mostra

Magazine - Gli scienziati sono ancora in giro e non smettono di proporre eventi.
Una bella notizia. Un Festival della Scienza che si protrae dopo lo storming dei giorni caldi, continua oltre i suoi confini a raccontarci la scienza e le sue scoperte.
È il DIBE (Dipartimento di Ingegneria Biofisica ed Elettronica) dell’Università di Genova, a proporre un breve ma succoso e selezionato percorso dentro la storia dell’informazione, attraverso alcuni pezzi d’eccezione, su un’idea di Daniele Caviglia (direttore del DIBE) e Giacomo Pruzzo (dottore in ingegneria elettronica con specializzazione nelle telecomunicazioni).

L’iniziativa (inaugurata oggi, venerdì 19 novembre nella sala del Centro Sivori) ha trovato il consenso della Provincia, nella figura del nuovo assessore alla cultura Maria Cristina Castellani. ”Saluto e ringrazio per un’esposizione che ha parecchi punti di interesse per un largo pubblico. Io sono della generazione che è stata attraversata dall’evoluzione delle tecnologie per la comunicazione. L’imprinting l’ho avuto con la radio – indimenticabili i radiogiornali – e alle medie la TV e, ancora, all’elementari, ricordo che ci spiegavano l’uso del telegrafo. Potrei essere messa anch’io nella mostra come utente storica.”

La protagonista assoluta dell’evento è senza dubbio la radio, il mezzo che ha rivoluzionato il mondo della comunicazione e ha spinto i ricercatori oltre lo sguardo accessibile nel loro tempo, verso lo studio della trasmissione di immagini che ha poi portato alla TV. In mostra un Televisore sperimentale del ligure Luciano Ferrera, realizzato all’inizio del 1951 (prima della prima trasmissione ufficiale della RAI, 1954).

Non a caso l’accesso alla mostra è salutato da un’immagine di Guglielmo Marconi: il più ostinato circa la possibilità di trasmettere segnali via etere; colui che nel 1930 riuscì a dimostrare la sua idea, lanciando dal suo Yacht, ancorato a Genova, un segnale che accese le luci del municipio di Sidney.

Accanto alla mostra sono stati allestiti due laboratori: uno sulle telecomunicazioni avanzate e l’altro sulla crittografia, che saranno accessibili negli orari della mostra e agevolati dalla presenza di animatori (studenti della facoltà). Il primo laboratorio fa parte di un progetto ampio di laboratorio distribuito. Fisicamente situato a Napoli, questo laboratorio in rete è gestito da uno staff genovese e ha una sede anche a Savona. Si tratta di un progetto che prevede l’utilizzo di strumenti e tecnologie raffinate e costose messe in un sistema di condivisione per cui l’accesso è garantito anche agli utenti della mostra, che potranno provare queste stesse macchine e non in una versione “giocattolo”.
L’altro è dedicato ad un aspetto spesso non emergente della comunicazione odierna: la crittografia. Tutti i nostri cellulari sono cifrati, per questioni di sicurezza. È un fenomeno non percepito, ma profondamente pervasivo della nostra società. Il laboratorio vuole essere evocativo e anche ludico, proponendo la creazione di un codice e anche la possibilità di romperlo.

Rodolfo Zunino (docente DIBE) e responsabile in particolare di quest'ultimo laboratorio, riflette sul fatto che molti sono i possibili sguardi che la mostra accoglie, “però”, suggerisce, “forse il miglior modo è di guardarla non come collezione di oggetti, ma soffermandosi su ogni pezzo, e ricordando quale sfida ognuno di essi ha rappresentato a suo tempo nelle mani di chi li creava. Uno dei cammei è la prima radio della Philips, (modello Philips 930A), quella che ha determinato il futuro dell’azienda olandese. Immaginate quale storia, se quella sfida non avesse funzionato. Non è un’esposizione di oggetti, bensì di idee.”

Oltre a Marconi, uno dei padri di questo meraviglioso mondo a cui oggi accediamo, spesso senza conoscenze approfondite, è Claude Shennon, colui che pubblicò un studio nel ’48 dedicato alle teorie dell’informatica che rivoluzionò il modo di concepire la comunicazione e l’anno prima pubblicò un saggio sui fondamenti della scienza della crittografia.
Ma tra gli scienziati che hanno rivoluzionato questa storia di segnali e trasmissioni ci sono anche molti italiani (di cui tanti emigrati in America) tra cui sono stati ricordati il Prof. Fano, giudicato “l’equivalente di Einstein nel campo delle scienze dedicate allo sviluppo delle telecomunicazioni” e Paolo Viterbi, uno dei padri della telefonia cellulare e fondatore di Qualcomm a cui molti pagano tutt'oggi alcune royalties.

Dove: Centro Polivalente Sivori - salita Santa Caterina.
Quando: dal 19 novembre al 19 dicembre.
Dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle18.30, sabato e domenica dalle 15.30 alle 19.30
Ingresso gratuito.

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