Il medico nel mercato - Magazine

Cultura Magazine Sabato 6 novembre 2004

Il medico nel mercato

Magazine - «Potete leggere un buon libro», esordisce Michele Mirabella, conduttore televisivo, presentando il cardiologo Marco Bobbio e il suo volume Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza (Einaudi, Torino 2004), al Centre Culturel Français Galliera, alle 15.

Bobbio ha scelto la formula liturgica e di impegno etico dei medici risalente a Ippocrate come titolo per un libro che punta chiaramente alla provocazione e si pone come atto d’accusa schietto, seppur moderato, secondo uno stile «che più piemontese di così non potrebbe essere».

Non c’è cinismo nel testo, bensì la constatazione realistica dello stato di fatto. Dichiarando la sua personale ammirazione per il volume, Mirabella ha sottolineato la lucidità con cui viene denunciato il rapporto viziato e non sempre chiaro tra medici e industria; un vero conflitto di interessi, analizzato con prudenza e cautela. Intanto, però, come ricorda il conduttore «il giavellotto è stato lanciato».

Mirabella ha quindi dato vita a un serrato scambio con Bobbio, che ha illustrato i contenuti più attuali e controversi del volume.
«La professione medica è in vendita?», ha chiesto Mirabella, ammettendo di non essere il primo a formulare la domanda, già posta tempo fa dal direttore della rivista New England Journal of Medicine.

Certo, esiste un mercato, che vuole diventare sempre più fiorente, e che quindi investe e si aspetta di vedere rientrare gli investimenti. I medici vengono indotti non solo a prescrivere farmaci, ma anche a partecipare a convegni ben pagati, a insegnare ad altri colleghi l’utilità di certi preparati e via dicendo. C’è, inoltre, davvero bisogno dei cosiddetti informatori scientifici, dei drug-representants, come vengono chiamati nei paesi anglosassoni, che spesso sono informatori parziali?

È noto, infatti, che le industrie spesso costringono i ricercatori a firmare contratti in cui si impegnano a non divulgare gli esiti delle loro ricerche, il che significa che spesso vengono resi noti esclusivamente risultati positivi. Altri elementi di scarsa trasparenza sono gli armadietti dei medici, pieni zeppi di farmaci gratuiti, specie negli ospedali.

Alternative? Il primo passo è rendersi conto che esiste il problema per adottare meccanismi di autodifesa. In secondo luogo, occorre condividere il problema, sensibilizzando la pubblica opinione. Il terzo punto è aggiornare le leggi sulla pubblicità dei farmaci, che risalgono al ’92. Infine, è necessario rinnovare le regole deontologiche dei medici, che non considerano il problema del conflitto di interessi e del rapporto viziato medico-industria.

Potrebbe interessarti anche: , Il futuro delle Ico? Arrivano le Security Token Offering: cosa sono e cosa cambia , Guadagnare online con i sondaggi retribuiti è possibile: ecco come fare , Come fare trading per investire e guadagnare online? I consigli di Ig Markets , SuperMario 24, il pronto intervento in Lombardia per problemi idraulici , Il cibo spaziale, un’eccellenza tutta Made in Italy