past Eve and Adam's - Magazine

Teatro Magazine Teatro Duse Martedì 23 gennaio 2001

past Eve and Adam's

Magazine - Interprete: Leo De Bernardinis
Regia, ideazione luci, spazio scenico e musiche: Leo De Bernardinis

Da quando nell'81 si sciolse il Teatro di Maragliano, che Leo aveva fondato con Perla Peragallo, l'attore intraprese la via delle rappresentazioni uniche di cui non esiste e non rimane traccia o documento. E' la lunga fase dell'improvvisazione totale. Poi incontrò quelli della Cooperativa Nuova Scena, un gruppo teatrale di Bologna, dove Leo si trasferisce non rinunciando a portare avanti una ricerca personale su Shakespeare e sugli spettacoli "assolo". Dall'87, uscito da Nuova Scena, lavora all'interno del Teatro di Leo una realtà produttiva indipendente da lui fondata e diretta. Nel '90 Leo trova per il suo gruppo uno spazio che viene inaugurato ufficialmente nel '92 con un convegno: Memoria e Oblio.
Vincitore di ambiti premi, attore e regista applaudito in tutta Europa in vari Festival, di lui nel '93 viene scritto un libro: La bellezza amara di Gianni Manzella in cui si rintracciano le fila di tutta la sua attività teatrale.
Per arrivare in breve ai giorni nostri, nell'aprile del '95 inaugura il Teatro San Leonardo che il Comune di Bologna gli affida in gestione.

Di lui ancora molto si potrebbe raccontare. Questi non sono che frammenti spuntati a casaccio per ritrarre in fretta un uomo di teatro che da solo e in gruppo ha cercato sempre l'approfondimento liberato da ogni forma di confine o limite espressivo. Una vita densa da ricercatore, quella di Leo, che ha sempre inteso il teatro come laboratorio dove plasmare ricostruire e ripensare il corpo dell’attore in funzione dei grandi testi, della grande poesia ma anche di tutte le suggestioni che la letterature ci lascia oltre ogni parola.
In questo spettacolo dal titolo joyciano (tratto da Finnegans Wake) che ha debuttato nel 1999, Leo combina musica pensiero e parole al di là di tutti i termini cronologici e/o storici per realizzare quella che lui stesso definisce "un'enorme onda armonica dove Schöenberg non contraddice Mozart e Anton Webern integra Piero della Francesca e dove La Gloria di Colui che tutto move per l’universo penetra e risplende sul mare viola di Omero e si frantuma nei nodi quasi di stelle della ginestra leopardiana. Penso ad una grande variazione su tema: la scrittura come "appunti sonori"."
Dal 30 gennaio al 4 febbraio al Teatro Duse ore 20.30.

link:
La poetica presentazione dello spettacolo firmata da Leo più alcune delle più importanti recensioni le trovi:
www.comune.bologna.it/iperbole/tsanleon/pages/teatro/past.htm

Impressioni dopo la prima: Leggi l'articolo

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