Magazine Venerdì 22 ottobre 2004

Le parole e la musica di Andrea De Carlo

Una presentazione particolare quella di Andrea De Carlo. Giro di Vento è il suo ultimo libro. Ne ha parlato oggi alla Fnac davanti ad una platea gremita. O meglio, ne ha relativamente parlato; è stata più una "chiacchierata tra amici", intervallata da brani musicali suonati e cantati dallo scrittore stesso e dal percussionista bengalese Arup Kanti Das.

«Fare questi giri è un po’ una menata, ma amo incontrare i lettori nei luoghi che frequentano abitualmente. E poi trovo bellissimo creare famigliarità, condivisione e dialogo. I lettori sono figure immaginarie e quando scrivo non penso a loro ma fingo di rivolgermi ad un’altra parte di me. Se non facessi così mi paralizzerei», spiega De Carlo.

Il tour di De Carlo prevede pochi incontri per evitare di cadere nella routine e in modo da rendere ogni appuntamento col pubblico un’esperienza unica: «Per agevolare il contatto con i lettori ho attivato un sito internet www.andreadecarlo.com , dove raccolgo canzoni, video e metto a disposizione una mail per cominciare con la gente», dice De Carlo e continua, «non mi piace spiegare i libri: si può dire qualcosa intorno ad un libro ma l’interpretazione va lasciata a chi legge. Leggere è un’esperienza attiva, il lettore è come un socio dello scrittore: forse è per questo che molti non trovano il tempo. Credo invece che la gente venga ad incontrarmi mossa dalla curiosità e dal sospetto, vuole vedere se sono in sintonia con quello che scrivo».

Ma di cosa parla il tuo ultimo libro?
«L’immagine di partenza è quella di un gruppo di persone normali, felici e che non si fermano troppo a riflettere. La mia sfida è stata di metterle in un contesto che non possono controllare a contatto con gente totalmente diversa da loro. Poi la storia si è sviluppata un po’ da sé: i personaggi non sono schiavi dello scrittore, acquisiscono una certa autonomia».

Perché ti sei avvicinato alla musica? C’è affinità tra scrittura e suoni?
«Credo ci sia musica nelle parole e nei libri. Mi piace suonare e ascoltare , per me è come una vacanza dalle parole, una forma di comunicazione irrazionale. E poi amo suonare con gli amici e Arup è un mio grande amico».

Che rapporto hai con Genova?
«Mio padre è nato a Genova e da piccolo venivo sempre in vacanza in Liguria, a Bocca di Magra. È una tappa che faccio spesso».

Qual è il libro a cui sei più affezionato?
«Difficile dirlo, ce ne sono tanti: Treno di Panna perché è stato il primo, Giro di Vento perché è l’ultimo e quindi il più presente. Tuttavia credo che Due di due sia stato quello nel quale ho messo più di me».

Andrea De Carlo ha aderito alla campagna Greenpeace Scrittori per le foreste: il suo libro è stato stampato su carta riciclata, a favore della conservazione delle foreste primarie.

Nella foto: Andrea De Carlo alla Fnac
di Laura Calevo

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