Magazine Martedì 19 ottobre 2004

L'angolo della poesia

Autore
Martha Canfield, di madre italiana e padre di origine inglese, ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza in Sudamerica, prima in Uruguay e dopo in Colombia. Dal 1977 vive a Firenze, dove attualmente è professore ordinario di "Lingua e Letteratura Ispanoamericana" presso la Facoltà di Lettere e Filosofia. Scrive in spagnolo e in italiano e traduce in entrambe le lingue.
È autrice di tre raccolte di versi in spagnolo: Anunciaciones (1977), El viaje de Orfeo (1990) e Caza de altura (1994) e di tre in italiano: mar/mare (1985, versione bilingue), Nero cuore dell'alba (1998) e Capriccio di un colore (2004, Le Lettere).


Ha pubblicato
Diversi volumi di saggi e monografie su autori ispanoamericani, fra i quali: García Márquez, César Vallejo, Jorge Luis Borges, Julio Cortázar, Octavio Paz. Ha scritto due capitoli per la Storia della civiltà letteraria ispanoamericana (UTET, 2000). Ha curato in italiano le singole opere poetiche di Carlos German Belli, Idea Vilariño, Jorge Eduardo Eielson, Álvaro Mutis e Mario Benedetti; l'antologia di narrativa Donne allo specchio. Racconti ispanoamericani fra Ottocento e Novecento (Le Lettere, Firenze, 1997) e una di poesia, Voces y luces. Poesia ispanoamericana attuale (Olivares, Milano, 1998). In spagnolo ha tradotto opere di Pasolini, Sanguineti, Bufalino, Magrelli… Collabora con riviste nazionali e internazionali, in particolare con le fiorentine Semicerchio. Rivista di Poesia Comparata, e Collettivo R (rivista dedicata al mondo latinoamericano).
È consulente per l’Italia del Festival Internazionale di Poesia di Medellín e fa parte della giuria del Premio internazionale di Poesia .


La poesia

Soglia

Soglia sottile e affilata
come una lama a perforare
la pellicola
dove lui si vede che si china
con un gesto arcaico
di gentilezza estrema
nell'offrirti il suo braccio
dolcemente virile
vagamente sensuale
nello sguardo che promette
il paradiso morbido di un bacio senza fine
e tu a un tratto impreparata
scopri
l'implacabile filo che divide
quel gesto e la promessa
dal silenzioso vuoto della notte
informe
insonne
priva
di alcunché di conforto carezzevole


Il commento di Ivano Malcotti
Promessa e presenza come assoluto-lirico, sogno, slancio estremo dell'amore; poi la notte come vortice di divisione e vuoto. Nei versi "molto curati" di questa poesia, troviamo tutta la passionalità della Canfield.


...dice l’autore
«Ciò che si desidera, in ultima istanza, è l'assoluto, e questo naturalmente non è realizzabile. Per questo chi ricorda troppo i sogni in mezzo alla realtà prova una perenne nostalgia, non di ciò che ha perso, ma di ciò che non potrà mai avere...».

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Oggi al cinema

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