Magazine Martedì 19 ottobre 2004

La posta del cuore

Se vuoi contattare Antonella Viale scrivi una email a lapostadelcuore@mentelocale.it

Magazine -


Salve,
mi chiamo M. ed ho 20 anni, da 7 mesi sto con un ragazzo T. Ci siamo lasciati “definitivamente” per ben 3 volte, ma ogni volta torniamo insieme perché è troppo forte l’amore. Il nostro problema, credo parta da lui. È una persona molto ansiosa, irascibile e nervosa. Questo a me non da fastidio poiché mi piace così come è, se non fosse che quando lo vedo nervoso e quindi pensieroso, penso sempre che stia pensando di lasciarmi.

Cerco sempre di assecondarlo e di essere dolce anche quando dice o fa qualcosa che in realtà mi infastidisce e che, in una situazione normale, mi avrebbe fatto uscire di senno. Così però mi sento sottomessa da lui. Neanche questo è il problema, poiché pur di stare con lui lo faccio volentieri. Purtroppo però il problema è che lui se ne accorge e dice che non sono più quella di una volta visto che prima se qualcosa mi faceva arrabbiare potevo dirlo tranquillamente. Ora non mi arrabbio più con lui, o cerco di non farlo, perché mi ha gia lasciato per i troppi litigi (è gia nervoso per conto suo e litigare con me lo stressa).

Quindi se rispondo alle sue provocazioni litighiamo tutti i giorni e ci lasciamo. Se cerco di non litigarci mi sento sottomessa e oltretutto mi lascia perché dice che col suo carattere mi fa stare male. Lui non cambia di una virgola, poiché ci ha già provato e ha detto che sta male quando cerca di frenare il nervosismo e con me vorrebbe essere se stesso, quindi libero di arrabbiarsi. Non posso neanche più parlagliene se no finiamo per lasciarci perché “sono usciti fuori di nuovo dei problemi” e lui fugge. Quindi mi trovo nella situazione di assecondarlo e fargli vedere che nonostante questo lui mi rende felice e non sottomessa. Però ho paura che prima o poi veda che mi sento sottomessa e mi rilasci per questo oppure che cerchi di calmarsi e mi lasci comunque perché cambiarsi lo fa stare male. Sembro matta, lo so, dovrei dire che è st****o e lasciarlo e basta.

Ma non è così perché mi dà tanto e (a parte tutto questo) mi fa stare bene e comunque ho gia provato a lasciarlo, ma dato che non è quello che voglio, torno da lui. Sento sempre che qualunque cosa faccio, sbaglio. Ho il terrore che mi lasci poiché non so stare senza di lui. Neanche lui sa stare senza di me (è sempre tornato) ma ha un carattere più forte e potrebbe riuscire a dire basta nonostante stia male. Vorrei riuscire a mandare bene le cose ma è giusto far finta con lui che tutto va bene cosicché non si accorga della mia sofferenza e non ricominci a crearsi problemi? Grazie M.


La risposta

No che non è giusto, cara M. soprattutto perché, dal quadro che emerge dal tuo post, il rapporto va in una direzione sola. Tu che ti sacrifichi per lui, tu che – lasciami usare questa parola pesante - ti umili e sottometti, tu che cerchi di far funzionare la storia. E lui che, quando non è nervoso -e vorrei capire bene cosa intendi per nervoso - frigna, quando non frigna, è nervoso e quando è stufo di questi comportamenti, per cambiare, ti lascia.

M., tu hai 20 anni, lui? mi piacerebbe saperlo, così come mi piacerebbe sapere come si manifesta oggettivamente il nervosismo, così come mi piacerebbe sapere cosa significa: mi dà tanto. Finora ho visto quello che non ti dà. Il mio giudizio sommario, perché i dati sono un po’ scarsi, ma capisco anche che non puoi scrivermi un romanzo per spiegare tutto, è che tu abbia un pochino perso il contatto con la realtà. Infatti mi dici che in altri tempi non avresti accettato certi comportamenti. Be’ cara M. ne ho viste tante come te immergersi - senza rendersene conto - così tanto in una storia da fare proprio il comportamento patologico del compagno e cambiare i parametri di valutazione della realtà, anche nelle cose più piccole.

L’ho visto soprattutto nei casi di mariti o compagni patologicamente gelosi o violenti (le due cose spesso vanno insieme). Ho visto donne coraggiose e indipendenti farsi divorare dai sensi di colpa, convincersi di essere non vittime, ma oggetto scatenante delle crisi, accettare scuse e lacrime e lasciare che la situazione peggiorasse. A volte sino all’irreparabile. Non so esattamente cosa succeda tra te e il tuo ragazzo, ma sul comportamento non ho dubbi: deve cambiare. E se non ce la fa da solo, cerchi un aiuto professionale. E se non vuole, devi lasciarlo. Non farmi dire: hai vent’anni, hai la vita davanti, visto che per tutti la vita è ciò che viviamo in quel momento. Ma lascialo se non cambia, perché tu stai facendo tutto e lui niente. Non è una questione di contabilità amorosa, è solo l’ovvia considerazione che tu ami troppo e lui troppo poco. Anche se torna. Non basta.
Auguri,

di Antonella Viale

Potrebbe interessarti anche: , Perché lui non vuole una storia a distanza? , «Mia madre ci ha sorpreso nudi. E adesso?» , «Aiuto! Subisco violenza dal mio convivente» , Io e il mio amico siamo finiti a letto. Ma ora lui è scomparso , Sono innamorata del mio migliore amico. Che faccio?

Oggi al cinema

Chesil Beach Il segreto di una notte Di Dominic Cooke Drammatico 2017 In Inghilterra, secondo Philip Larkin, "i rapporti sessuali incominciarono nel millenovecentosessantatre", "tra la fine del bando a "Lady Chatterley" e il primo ellepi dei Beatles". La giovane coppia protagonista del film (tratto dal romanzo di lan McEwan)... Guarda la scheda del film