Magazine Lunedì 22 gennaio 2001

2 chiacchere con una scrittrice genovese

Scrittrice, appassionata di danza, ora giornalista. Sembra proprio che Paola Mordiglia non possa fare a meno di esprimersi in qualche modo.
"Ho iniziato a fare danza tardi. Avevo 12 anni. Dopo aver visto Flash Dance mi è venuta voglia di saper ballare come Jennifer Beals. Da allora questa passione non mi ha mai più abbandonata.
Nei ritagli di tempo riesco ad insegnare danza moderna ai bambini. Organizzo spettacoli per loro tratti dalle fiabe. Oggi più che la danza mi attrae la coreografia. Mi piace creare. Vale anche per la scrittura. Ho delle idee e mi faccio trasportare dalla fantasia . Mi piace inventare una storia, crearla."
Raccontaci qualcosa della tua esperienza televisiva
"Ho lavorato a Pinocchio con Lerner, a Tempi Moderni, a Circus. Da poco lavoro a Studio Aperto. A volte, come giornalista, intervistando, mi capita di innamorarmi di un dettaglio, un particolare che mi attrae più della notizia. Sono curiosa delle storie che stanno dietro ai fatti che mi raccontano."
Per lavoro ti sei trasferita. Genova e Milano: due città a confronto, cosa ne pensi?
"Genova è dura, molto chiusa. A volte ti viene voglia di sbattere la testa contro il muro... Milano è una città cattiva, che ti fa diventare cattiva.
Ma adoro Genova. Si respira un non so che... C'è un'aria speciale, che sa di mare, di monti, di fritto misto. E' una striscetta, Genova, ma racchiude tutti questi sapori."
Se potessi portarti via da Genova qualcosa...
"...sono indecisa tra la focaccia, la bella focaccia calda del mattino, e Sottoripa, la sua atmosfera, la sua gente."
Se ami Sottoripa avrai senz'altro un parere sulla sopraelevata.
"Eccome! Il mio sogno impossibile sarebbe di avere la sopraelevata pedonale, ciclabile, con panchine e fiori."
La tua passione per la nostra città traspare da ogni pagina del tuo primo romanzo del 1998 Fucking Matura, Il giorno dell'esame. Che ne pensi della nuova maturità e del mondo della scuola oggi?
"La matura alla fine è sempre quella, qualunque siano le regole, il solo nome ti fa star male!! A scuola è importante avere un buon rapporto con i professori e non è sempre facile.
Oggi sarebbe intelligente, quando si parla di Svevo, parlare anche di Woody Allen. Se accanto ai classici, che ho studiato (e ne sono felice), ci fossero anche altre proposte di lettura forse i ragazzi considererebbero i libri meno ostici."

Foto di proprietà dello studio fotografico Eliana Maffei
di Annamaria Tagliafico

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