Magazine Mercoledì 13 ottobre 2004

Bacci è tornato

Magazine - VI ricordate Bacci Pagano? Massì dai, il primo detective zeneize, il Pepe Carvalho de noantri, il presunto brigatista che dopo anni di galera ingiusta ha ancora la forza di svelare i misfatti altrui. Bene, Bacci fa il bis: il secondo giallo da carruggi di Bruno Morchio, Maccaia. Una settimana con Bacci Pagano, verrà presentato presso la libreria Feltrinelli venerdì 15 ottobre alle ore 18. Introduce Laura Guglielmi.

La prima puntata, , è arrivata alla sesta ristampa. Te l’aspettavi? «In queste proporzioni no», dice Bruno, «pensavo potesse piacere ad un pubblico di miei coetanei, ma non pensavo di arrivare a tutto questo».
La sera in cui la , casa editrice di Bacci, ha presentato tutti i suoi autori noir alla , si è aperta una lunga discussione sul genere. Genova è una città che si adatta bene al “noir”?, era la domanda. Quali pensi siano le ragioni del tuo successo? «Ci sono tre elementi di attrattiva, secondo me: la città, la politica e - questa è una speranza – la riuscita del personaggio di Bacci Pagano dal punto di vista letterario».

Punto primo: la città. «Dicendo che l’ambientazione è così importante sembrerebbe sia un libro per genovesi, che conoscono i suoi vicoli, i suoi odori. Invece, quando ho presentato il libro fuori città, a Milano, ma anche in Sardegna, ho trovato molti riscontri positivi».
La politica. Come ti è venuto in mente di creare un personaggio del genere, un investigatore dal passato militante? «L’idea di fondo», continua, «è quella di una persona con un credito verso il mondo (vedi gli anni di galera ingiusti n.d.r.) ma senza la mentalità dell’invalido di guerra che aspetta la pensione. In questo senso è uno che cerca sempre il positivo. Mentre l’esperienza militante è un po’ autobiografica. Anch’io ho fatto parte del movimento studentesco».
Bacci è una specie di Carvalho de Zena? «Il paragone ci sta», dice Bruno, «io ho tre grandi maestri: , e ». E continua, «mi hanno anche detto che ho copiato L’alligatore di Carlotto, ma io neanche lo conoscevo quando ho scritto il libro».

Dunque, facciamo un po’ di ordine. Nel primo atto, Bacci era impegnato a svelare il mistero del furto di un’arma con cui si voleva uccidere il Presidente del Consiglio in visita a Genova. Nel secondo deve fronteggiare un caso di omicidio in cui la prima indiziata è la moglie della vittima. Ma Bacci si butta a capofitto nel giallo e cerca in tutti i modi di salvare la donna. In tutto questo bailamme Bacci ha una moglie e una figlia: dopo un momento travagliato, in questo secondo libro sembrano riavvicinarsi. Che rapporto ha Bacci con le donne? «È un bell’uomo. Le conquista facilmente ma non riesce a tenerle perché costa fatica».

Ci dobbiamo aspettare una serie? «Direi di sì», conclude Bruno, «il primo che ho scritto è proprio questo (Maccaia), mentre il terzo è stato pubblicato per primo (Una storia da carruggi). In mezzo ce n’è un altro che non avevo voglia di riprendere. Ma ora mi è ritornata». Ok, arrivederci tra qualche mese e - speriamo - molte ristampe.

di Daniele Miggino

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