L'Homo Cyber a Firenze - Magazine

Attualità Magazine Giovedì 7 ottobre 2004

L'Homo Cyber a Firenze

Magazine - A Firenze un organico giovanissimo, mosso da una spinta volontaria, cura l’esistenza quotidiana e la vivacità propositiva di un’importante realtà culturale l’ . Tre anni fa il nuovo direttore, il padre gesuita Ennio Brovedani, ha messo in piedi un gruppo di ragazzi, che oggi conta 20 persone. E tra loro c’è anche uno stagista tedesco, frutto di una convenzione con un’università parigina. Tutti tra i 20 e i 27 anni, laureandi in varie discipline (sono 16 le facoltà rappresentate), i ragazzi dello Stensen si occupano di ogni aspetto organizzativo e gestionale dell’istituto e in comune hanno solo una forte passione per il cinema.
E sempre da tre anni, ogni novembre l’istituto si propone di affrontare un tema particolare con una serie di importanti conferenze e una rassegna cinematografica, per indagare i meandri della Trascendenza (2002), del DNA e della genetica (2003) e quest’anno Il fascino, le prospettive e le inquietudini dell’era informatica, in breve l’Homo Cyber, in compagnia di voci autorevoli.

L’iniziativa, cominciata il 1 ottobre, prevede due mesi all’interno della cibernetica, dalle sue origini, attraverso l’oggi, fino al futuribile domani con un ciclo di 10 conferenze, animate da 30 ospiti e relatori, 13 proiezioni cinematografiche e 4 esposizioni d’arte lasciate nelle mani di artisti internazionali: 010010111010110.org, Mauro Ceolin, Lorenzo Pizzanelli e Marco Cadioli. Il dell’istituto è ben fatto, aggiornato ed esaustivo nelle informazioni, per questo vi rimandiamo lì per ogni approfondimento del caso, e vi proponiamo la chiacchierata con uno dei ragazzi, tesa a scoprire il punto di vista privilegiato di chi sta dietro le quinte.

Scegliendo uno a caso, è uscito fuori il nome e la voce di Michele Crocchiola, nientepopòdimeno che il braccio destro del direttore. Michele ha venticinque anni e una laurea in Scienze Politiche ancora da guadagnarsi.
“All’inizio c’era una grande passione per il cinema”, racconta, “mi ero fatto una certa esperienza in quel campo.” Oggi, per la terza edizione del novembre stenseniano, Michele non solo coordina tutta la parte dell’organizzazione, ma è anche il curatore della rassegna cinematografica e, insieme a Sofia Ciuffoletti, del programma di mostre d’arte contemporanea di respiro internazionale.

Ma come funziona allo Stensen? Chi fa cosa e come si entra?
“Personalmente tengo sotto controllo le cose” spiega Michele, “poi in molti hanno compiti specifici. In tre, per esempio, seguono tutta la parte dell’ufficio stampa, uno è il nostro webmaster del sito, Michele Ruini che è qui da quando ci sono io, è il nostro grafico. Siamo tutti volontari, ma nel caso di alcune mansioni ben precise si parla di volontariato pagato: un gettone, che va a coprire le spese del cellulare, della benzina e che premia per il buon lavoro svolto.”

Che tipo di persona è il direttore?
Una figura molto interessante e di grande valore. La cosa più apprezzabile è che tre anni fa ha rifondato per intero lo staff, puntando esclusivamente sui giovani. Oggi l’Istituto, grazie a lui è aperto a 360° per i suggerimenti e le proposte. E abbiamo fatto molto per non avere più un’identità esclusivamente cattolica. I giovani che seguono le nostre rassegne per esempio nemmeno se ne accorgono. Quello che facciamo deve rispettare valori culturali che vanno al di là delle appartenenze specifiche.

Tu come ci sei arivato allo Stensen?
Attraverso un’amica. Lei frequentava la parrocchia e quando si è insediato il nuovo direttore, che non è fiorentino, ha chiesto a lei e ad altri di creare un nuovo gruppo. Alla prima riunione era forte la presenza di chi proveniva dall’ambito cattolico, ma poi quel gruppo non è riuscito a combinare molto, è a quel punto che sono arrivato, quando la richiesta si è aperta e rivolta altrove.

Lo Stensen appartiene quindi all’area cattolica. Ma è luogo di culto o luogo di cultura?
Il luogo ha una sua identità ben definita, con cui dobbiamo fare i conti. Il messaggio verso l’esterno però è determinato da quello che facciamo, dalle attività che organizzaniamo e, sebbene non ci sia possibile organizzare retrospettive sul cinema erotico degli anni '70, per fare un esempio forte, comunque abbiamo un’ampia possibilità di espressione.

Per il programma completo .

Istituto Niels Stensen
Viale Don Minzoni 25/A
50129 Firenze
tel 055 576551 - fax 055 582029
email
www.stensen.org

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