Magazine Martedì 28 settembre 2004

Eruzioni poetiche

Magazine - Il libro Le eruzioni dell’eros e del male, di Francesco Currà, presentato da Edoardo Guglielmino alla Fnac (via venti settembre), lunedì 27 settembre, per la è la prima esperienza di pubblicazione poetica ed è una scommessa importante. Per non sbagliare si è pensato al sottotitolo: Poesie più godibili di un romanzo. Quanto ci sia di godibile lo dirà forse il singolo lettore, intanto possiamo dire, con le parole di Guglielmino, che questa opera di poesia ha una trama, una tessitura di stati d’animo, che si snoda veramente come un romanzo.

Guglielmino introduce il poeta annotando la difficoltà, già presente nel titolo, ad inserirlo in un ambito di facile letteratura: la parola, per natura sempre ambigua, in queste poesie acquista una collocazione precisa, schietta che può destare imbarazzo o rifiuto ma fa avvertire subito un percorso psicoanalitico. Un viaggio dove l’io si perde in una "zuppa di cereali e di zizzania" (l’ultima poesia del libro), come un suggeritore tra l’alluce e il bernoccolo.

Nella poesia di Francesco Currà c’è una forza magmatica e il suo "Orgasmo" - poesia a pag.9 - la menziona; c’è qualcosa di già visto e sentito in Catullo, Apollinaire e Baffo - come ricorda Guglielmino. Ho l’impressione di aver letto qualcosa forse in qualche cesso urbano… ma è solo per un momento poiché scopro che chi dà forza alla parola è il sesso richiamato, gridato, mostrato e avvolto; poi incartato, ripensato tanto da farne un luogo, una "riva", come sosterrà l’autore, dove si parte per attraversare un mare e Guglielmino, ci dirà Currà, con la sua attenta lettura, l’ha fatto.

All’inizio le poesie di Francesco Currà sono un monologo, meglio dire un dialogo poiché l’altro è lui, quello moraviano, che si prende la scena e smaschera l’altra faccia del "logo", della ragione:
«Cazzo, quando sei duro
contrasti con la vita.
Sei in primo piano quando dietro a te il mondo non scompare. Non offenderti!
Sei veramente tu quando sei floscio».

Sarà vero? Quel cazzo non è solo un rafforzativo di una arrabbiatura, di uno stato d’animo o un’esclamazione, è proprio un lui ed in un tempo dell’intercalare "voglio dire", beh, lui dice. Dice molto.
Quel cazzo erutta parole che grazie ad una metrica, la cui cadenza dei nomi ricorda i classici greci, diventano poesia.

Il libro di Currà, con il suo linguaggio di rottura e forza senza scandalo, per Guglielmino comunica nella prima parte una realtà cruda e violenta per poi raggiungere una seconda e terza parte dove il ritmo è più disteso e gli stati d’animo – poiché la trama racconta di questi - diventano sentimenti intimi d’amore e di morte. Ecco l’impressione di un dramma affiorare ed ecco la riflessione sulla vita e sulla morte che ogni orgasmo muove. Ecco allora che la poesia poi accade; succede per infinite strade, per le vie della crescita, della perdita di innocenza, per un dolore o un ricordo d’infanzia che la consapevolezza dell’eros pare abbia cancellato.

Guglielmino consiglia di leggere il libro lentamente, di leggerlo di notte; di leggerlo soprattutto e non da dire, da non parlarne. Per Francesco Currà questo libro si propone come una conquista dall’ovvio e dal banale: «La differenza è nelle parole, nell’espressione; lo stesso dolore del pastore solo nella steppa e di Leopardi viene reso pregnante dall’uso del linguaggio, della comunicazione che diventa arte vera».
Rimangono dopo le eruzioni dell’eros quelle del male e l’autore, il poeta Francesco Currà, mostra con queste di avere molti volti; gli stessi che poi ognuno scopre di avere anch’esso. Allora ancora un richiamo agli studi di psicologia svolti in questo caso dal ‘medico’ Guglielmino e ancora un invito alla lettura.

Le eruzioni dell’eros e del male – Poesie più godibili di un romanzo
Francesco Currà
Fratelli Frilli Editori
Euro 10

Nella foto: un momento della presentazione con Francesco Currà ed Edoardo Guglielmino

di Daniele Miggino

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