Magazine Giovedì 23 settembre 2004

Poetici ricordi

(La Stampa 2/9/1994. Gabriele Romagnoli)
“A Genova, quando piove, si allagano tre quartieri, crollano due ponti, muore un uomo. Ma altrove, se organizzi una serata di poesia vengono quattro persone, gli amici dei poeti, e vanno via prima della fine della lettura. A Genova arrivano in trecento, scendono per i carruggi militarizzati, attraversano le banchine del porto vecchio, sormontate dalle ali del gigantesco pipistrello bianco che fu il simbolo dell'Expo, salgono a bordo della nave Italia, la strana nave che non può navigare, ancorata per sempre, raggiungono la prua coperta e si siedono in una sala tappezzata di poesie.”

Descriveva così Gabriele Romagnoli, poeticamente ma cogliendo un’essenzialità di quello che stava succedendo, la serata di “Poesie alla Spina” sulla Nave Italia nell’articolo citato da Guglielmino in occasione del decennale della serata. Mi ricordo che l’inviato de La Stampa era arrivato a bordo della Nave Italia, allora una nave in secca in attesa di padroni (che poi sono arrivati), si era seduto ad un tavolino e non aveva quasi voluto avere dialoghi con noi, che organizzavamo la serata, o con nessun altro.

Immaginatevi lo stupore poi nel trovare uno splendido articolo di una intera pagina sulla parte nazionale del quotidiano, un pezzo che mi aveva piacevolmente sorpreso e addirittura permesso di rileggere quello che stava accadendo.
Stessa sorpresa, più personale, l’ho avuta 10 anni dopo nello scoprire su mentelocale.it la “celebrazione” di uno degli avvenimenti più coinvolgenti e belli della mia vita: tutto il percorso che da serate aperte in circoli, in città e poi sulla nave Italia portò alla nascita del Festival di Poesia che ho co-organizzato per 2 edizioni fino al “divorzio” (che come tutti i “divorzi” non lasciano dietro di sé campi fioriti a cui ritornare allegramente) con Claudio Pozzani. (la realizzazione del Festival fu favorita, oltre che da noi, da una serie di inaspettate coincidenze… tra le quali un sindaco poeta: Sansa, e un finanziamento della Comunità europea che premiava in modo insperato ed inaspettato la nostra iniziativa).

Sono dunque grato a e per l’occasione di ricordare e di mettere l’attenzione su alcuni aspetti di quegli eventi.
La serata sulla nave Italia, che fu per noi un momento fondamentale per poi proporre un festival genovese, proveniva anch’essa da una serie di serate aperte a chiunque avesse scritto poesie e volesse leggerle in pubblico e che trovavano una delle ragioni della grande partecipazione nell’assenza di barriere o selezioni. Serate nate dalla voglia di creare un confronto personale ed arricchente tra chi nella sua vita ha scritto poesie come tentativi individuali di “digerire” la vita, di aprire una finestra non sull’Arte della poesia, traguardo a cui pochi arrivano a seconda del talento, ma sulla poesia come mezzo di Comunicazione, come media particolare (e particolarmente italiano… tutti abbiamo scribacchiato versi sul diario che poi finiscono in cassetti sigillati) che permette di affrontare temi grandi, personali e collettivi.

Le serate di poesia/comunicazione ebbero un bell’epilogo nel primo festival con uscite nei quartieri, nei parchi, in periferia e nel confronto entusiasta e curioso di migliaia cittadini/poeti. Cittadini e poeti che sono sempre lì in attesa di spazi creati semplicemente da chi vuole aprirli e condividerli… e che potremmo ripensare di ri-aprire magari con mentelocale.it…
Finisco ringraziando chi per primo ha ricordato quelle belle occasioni di incontro e vita, tutti le persone citate nell’articolo di Paola, nomi e volti con cui abbiamo condiviso momenti e scambi. Vi saluto lasciando la parola all’articolo già citato di Romagnoli che (nel 1994), ribadendo lo spazio e la potenzialità della poesia, finiva così:
“Chissà se l'ultima fiammella accesa nella notte di questo Paese sarà quella del presidente del Consiglio che veglia su tutti noi e decide le nomine della Rai o quella di un ragazzo di Genova che scrive versi. Chissà quale dei due ci aiuterà a vivere meglio.”

Enrico Testino
di Laura Calevo

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