Magazine Mercoledì 22 settembre 2004

Andrea Zanardi ha un 'Fun' Club

Magazine - Se siete nostri attenti e fedeli lettori, ricorderete che all’inizio dell’estate vi abbiamo presentato l’ultimo lavoro di Lorenzo Licalzi: . Un libro comico, ma senza schetch o battute messe in fila. È la storia di un tombeur de femmes cinico e incallito - Andrea Zanardi - le cui gesta sono descritte in una serie di scene tutte da ridere.

Bene. In queste poche settimane sono successe molte cose. Il libro va che è un piacere. Lorenzo è molto contento. Te l'aspettavi? «Assolutamente no. Sapevo che era molto divertente dai riscontri che avevo avuto anche prima della pubblicazione. Ma non lo ritenevo migliore degli altri due (Io no e Non so)».

Poi qualche tempo fa tale Enzo è entrato in una libreria di Bologna. Che c’entra? C’entra che nella libreria ha comprato proprio Il privilegio di essere un guru, l’ha letto in treno, «ridendo da solo come uno scemo», poi ha chiamato Lorenzo. Risultato: sabato 25 - dalle 20 - c’è la prima riunione del neonato Andrea Zanardi Fun Club, presso l’enoteca di piazza Lavagna.

Facciamo due passi indietro insieme ad Enzo Scalia, il deus ex machina di tutto ciò. «Vuoi sapere come è nato questo delirio?», dice. Sì. Enzo, genovese in esilio, lavora per la Tetrapak, vive tra Modena e Reggio Emilia. Viaggia molto. Un giorno era a Bologna e voleva qualcosa da leggere. «Mi ha attirato la copertina, con questo guru a gambe incrociate», dice Enzo. «L’ho letto tutto d’un fiato, ridendo dall’inizio alla fine». E siccome nel libro viene citata una frase del Giovane Holden di Salinger, dove si dice che sarebbe bello chiamare l’autore e far chiacchiere come con un amico, lui che fa? Chiama.

«Ho scoperto che è di Genova come me e, prendendo a pretesto la citazione di Salinger, l’ho chiamato. C’è stato subito un certo feeling», dice Enzo. E l’idea di costituire un Fun Club quando è nata? «Quasi subito. Già prima di mettermi in contatto con Lorenzo, ma era solo un’idea. Il resto lo ha fatto il passaparola, il tam tam fra amici».

Cosa ti è piaciuto del romanzo? «È una commedia surreale e reale allo stesso tempo. Alcune scene sono veramente irresistibili», e riprende un concetto già espresso anche dallo stesso Licalzi, «il libro fa uscire fuori la parte di Andrea Zanardi che è in tutti noi». Continua: «per non dire di alcune caricature fantastiche, come Saro e Ditasudicie. O la scena del "Caprone" che ammazza le formiche in giardino (un invasato di new age con qualche scheletro nell’armadio. È rispettoso di tutte le forme viventi, tranne che delle formiche…n.d.r.)».

Ti ci vedresti nei panni di Zanardi? «(Sorride)... è che se dico sì la fidanzata mi ammazza. Però è vero, un po’ di immedesimazione c’è». Anche a te piacciono le filosofie orientali? «Se prese per metterle in ridicolo sì». Ma il finale è un po’ ambiguo, secondo te lui diventa un guru serio o usa questo status per beccare di più? «Bella domanda. Io credo che riesca a trovare un equilibrio tra le due dimensioni».

Ma parliamo un po’ del Fun Club. C’è un sito, ancora in costruzione, ma vi anticipiamo l’indirizzo: (o anche … così uno può scegliere tra Fan e Fun). Cosa avete intenzione di combinare? «Sabato sarà una serata molto informale, tranquilla. I ragazzi dell’Exultate sono amici». Ci sarà sicuramente anche l’autore. E poi, iniziative? «Il programma prevede di alzare il tasso alcolico dalle 20 alle 22, e poi ci metteremo a pensare al futuro. Bello no?».

E l'autore cosa ne pensa? «Enzo è un pazzo scatenato», dice Lorenzo, «la cosa mi diverte, anche se mi sembra tutto così strano. Anche con i libri precedenti qualcuno mi aveva detto di voler fare un fan club, ma solo lui l'ha fatto sul serio. Mi sta facendo una pubblicità incredibile!». Ovviamente sarai coinvolto nelle iniziative del Club, no? «Ma io non so ancora nulla. Mi hanno detto che hanno registrato il sito. Forse scriverò qualche altro raccontino su Andrea Zanardi da mettere online, per continuare a far vivere il personaggio. Intanto ci vediamo sabato...».

Sabato ci sarà da ridere dal vivo.
C’è da aspettarsi di tutto…

Nella foto: Enzo Scalia (di fronte) insieme al suo "mito letterario", Lorenzo Licalzi

di Daniele Miggino

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