Magazine Lunedì 24 maggio 2004

Son tutti finocchi...

Venerdì 17 settembre ore 18.00 presso il Forum Fnac, Via XX Settembre 46/R, Enrique Balbontin presenta il suo libro Son tutti finocchi col culo degli altri.


La notizia è di quelle ghiotte: Enrique Balbontin – alias Enraz del Centro Ciocchi Savona, alias le lezioni di savonese più folli della televisione italiana – forte del successo della trasmissione di Italia Uno, ha deciso di stampare la sua faccia sulla copertina di un libro. E, quel che più conta, di aggiungere ben 220 pagine oltre alla copertina, in modo da dare libero sfogo alla sua verve comica.
Insomma, è nato Son tutti finocchi col culo degli altri (Mondadori), in libreria da giugno, il primo libro di Enrique…

«…no, stop! Io faccio solo da testa di ponte. Questo libro è nato dalla collaborazione fra me e Andrea Ceccon, in veste di co-autore. D’altronde le lezioni di savonese sono di tutti e due, come ricorderà bene chi ci . Anzi, sono molto contento di essere riuscito a rimettere assieme il vecchio gruppo».
Oltre a te, chi troviamo in “Sono tutti finocchi eccetera”?
«C’è Andrea, che ha curato un esilarante cruciverba in savonese, – a cui si deve un excursus sulla filosofia dei secoli passati – e Flavio Isoppo / Master Fla con alcune perle di saggezza. Per finire, le illustrazioni di ».
Insomma, promette bene. Ma cosa ci avete scritto dentro?
«Parte tutto da una premessa storica, cioè che nel 2006 il savonese sarà adottato come lingua ufficiale della Comunità Europea. Da qui naturalmente il bisogno di un corso full-immersion, non senza diversi approfondimenti sociologici e/o storici, ad esempio spieghiamo l’origine del fonema “oaoah” e raccontiamo scene di vita nella Savona del ‘300. Le battute sono introdotte da delle storie, a loro volta umoristiche… Abbiamo suddiviso il tutto per argomenti, come in ogni buon corso di lingua che si rispetti, introdotti dai bellissimi disegni di Macchiavello – che ha fatto anche le cartoline staccabili della Riviera dei Fuori».
Soddisfatto del risultato?
«Soddisfattissimo. Certo, di un altro libro di un comico televisivo non c’era bisogno, però in tv hai solo 3-4 minuti e ad esempio per me non sono sufficienti… insomma, c’è tutto un mondo intorno alle “lezioni di savonese” che in televisione non riesco a mostrare. Questa è l’occasione buona. Anche in Mondadori sono rimasti contenti, mi hanno anche dovuto bloccare».
Ci sarà una presentazione?
«Sicuramente ma non so ancora dove e quando. Dovevamo farla alla Tosse ma ci hanno tirato il pacco tre giorni prima… dicendo che non se la sentivano – “sai, con un titolo così…”. Se penso a tutti i nudi che ho visto nei loro spettacoli… vabbé, lasciamo perdere».
Colorado quest’anno è andato bene…
«Dopo trenta puntate di Bulldozer non mi conosceva nessuno, dopo tre di Colorado mi fermavano per strada».
Non è un po’ troppo simile a Zelig?
«Credo che a Mediaset vogliano così: vogliono avere la Coca e la Pepsi, e noi siamo la Pepsi. Semmai sono io che avrei bisogno di un programma meno ‘da palco’: molti personaggi che ho già pronti – e che fanno schiantar dal ridere – non rendono su un palcoscenico. Avrebbero bisogno di essere ripresi e visti in video, ma a Colorado questo non è possibile».
Ci vorrebbe la Gialappa’s…
«Qualunque comico vorrebbe lavorare con loro… Non me lo aspetto, ma se dovesse arrivare la chiamata…».
Progetti?
«Mi piacerebbe rimettere assieme il vecchio gruppo del . Ceccon mi manca tantissimo, ma giustamente lui che è un cantante non vuole fare televisione, sennò finisce che lo prendono solo come comico. È un peccato ma lo capisco. Eppoi mi piacerebbe tornare a fare spettacoli alla Madeleine, ma non mi chiamano più. Si vede che pensano che non li cagherei».
Continui il lavoro da avvocato?
«Sì, grazie soprattutto a quella santa donna della mia socia. È l’unico ambito in cui non faccio il buffone, anche se mi ha chiamato un cliente da Marassi un po’ perplesso [fa l’accento siciliano, ndr], “minchia, Enrico, ti ho visto il televisione… come ti sei appagliacciato…”».
Ma i savonesi si lamentano?
«Devo dire che no, per il momento no. D’altronde se ci pensi il mio personaggio non ci fa la figura del perdente, anzi. Gli unici che mi han detto che si sono incazzati sono gli ultras del Savona: ogni volta che vanno in trasferta quelli della squadra avversaria gli urlano “oaoaoah”. Mi sa che la prossima volta che vado a Savona mi metto barba e baffi finti, sennò mi danno una riga di pattoni».
di Giulio Nepi

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