Magazine Giovedì 16 settembre 2004

Bacci Pagano, investigatore

Magazine - Ieri sera - mercoledì 15 settembre - è stato presentato alla il libro Bacci Pagano – una storia da carruggi di Bruno Morchio. Bisogna subito dire che il libro è alla sesta ristampa e quindi è un successo. Bruno Morchio, l’autore, di professione fa il medico psicologo, lo psicoterapeuta, e questo sarebbe il meno perché il più ce lo dà con la scrittura, con il personaggio dell’investigatore privato Bacci Pagano, il protagonista del libro. Investigare con la scrittura allora è per Bruno Morchio un prosieguo professionale e guardandoci l’anima, Bacci Pagano diventa forse un suo alter ego per guardare le nostre malefatte quotidiane tra le case dello strapaese di nome Genova.

La presentazione è svolta da Stefano Bigazzi, giornalista de La Repubblica, che azzarda subito un parallelo con un altro grande investigatore, Pepe Carvalho, cita anche Marlowe, ma poi rimarca le specificità di Pagano: è simpaticissimo con una sua biografia di sinistra e morale precisa; condannato come terrorista rosso, per uno scherzo del destino, si ritrova solo e disilluso di tutto.

Bruno Morchio interviene subito a chiarire il personaggio Bacci Pagano: «Bacci è la contrazione di Giovanni Battista e Pagano è un cognome molto genovese; se devo mettere a ‘posto’ qualcosa è spiegare come un ex terrorista possa poi avere la licenza di investigatore privato e il porto d’armi...mah!». Gli corre subito in aiuto Bigazzi: «C’è chi fa il ministro e di cose ne ha fatte di peggio». Applauso. Costruire il personaggio Pagano, ammette l’autore, è stato un lavoro faticoso; dargli congruenza è costato fatica, non è stato facile ed ora è difficile anche fare le comparazioni.

Sì, Bacci Pagano è più simile a Carvalho che a Marlowe; in una pagina del libro (pag.132) l’autore lo dice chiaro: «Se mi occupassi di un solo caso alla volta sarei come Phlip Marlowe».
«Perché, com’era Philip Marlowe?» «Miscio in canna».

Pagano è il detective che ci conduce in prima persona nei meandri di un racconto noir, nei vicoli, facendoci conoscere Genova e una umanità varia, dove i cattivi non sono i cattivi-cattivi dei gialli di Chandler. Bacci Pagano dunque. Ma è bello conoscere il perché di un nome anche da Romolo Rossi, docente di psichiatria, che scrive (www.pol-it.org/ital/rossirec.htm ): «un buon anticlericale come il detective narrante non può che chiamarsi Pagano, e fin qui, bene. Ma si è accorto, l’autore, che l’orrendo poliziotto reazionario e fascista si chiama Manzi (tutto il potere sessuale al nemico), e il poliziotto buono Petruzziello, vezzeggiativo-diminutivo infantile, il che ne fa un grande rotondetto bebè?».

Già, perché allora un psicologo scrive gialli? Questa è la domanda a bruciapelo di Bigazzi. «Io mi sono laureato in Lettere con Sanguineti e poi ho scelto la psicologia perché volevo più che di libri interessarmi di uomini…ed ecco che, come dice il mio amico Gianni Guasto, chi non vuol bere quell’acqua poi finisce per annegarci dentro». Bene Morchio, ora attendiamo non un solo libro con Bacci Pagano ma tanti altri.

Proseguendo nella presentazione del libro, Morchio ci anticipa il titolo di un capitolo del prossimo libro -seguito dell’attuale - Maccaja, che racchiude la filosofia di fondo di Genova: Maniman. Così la presentazione è un’occasione per parlare di Genova, della sua vocazione industriale, delle sue risorse culturali, delle bellezze nascoste e che escono poco alla volta. Poi Genova come location per un giallo è fantastica. Genova ha molte cose ancora per essere raccontata e Morchio dice che bisogna parlarne come un luogo "buco di culo del mondo"; per raccontarla bene bisogna parlare di Sestri Ponente e la sua realtà industriale. Ci penserà per un prossimo capitolo investigativo di Bacci Pagano. Morchio, bisogna dire, per la descrizione dei luoghi ha una cura maniacale: se scrive che in quella via c’è un cartellone pubblicitario, ebbene quel cartellone ci deve essere davvero; per questo i lettori genovesi si ritrovano particolarmente coinvolti. Comunque l’origine di Bacci Pagano è il centro storico, i suoi carruggi. Bacci è un figlio di questa città.

Allora lunga vita a Bacci Pagano. Lunga vita per raccontare ancora Genova. Alla fine, dal numeroso pubblico presente e da Stefano Bigazzi, l’augurio unanime che scaturisce è questo.

Bacci Pagano – una storia da carruggi di Bruno Morchio
Fratelli Frilli Editori
Euro 9,50

Giorgio Boratto



Nella foto: un momento della presentazione

di Daniele Miggino

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