Il Nuovo Archivolto - Magazine

Teatro Magazine Lunedì 13 settembre 2004

Il Nuovo Archivolto

Magazine - Cosa fa di nuovo il Teatro Modena?
Semplicemente si guarda allo specchio, si riconosce e si piace e propone se stesso più che mai, rinnovato nell’aspetto, ma non nella sostanza.

Se parliamo di spazi diciamo subito che il Teatro Modena finalmente diventa tutt’uno con la sua Sala Mercato, niente più passaggi arditi sotto la pioggia.
Insieme alla nuova stagione teatrale quindi, le novità relative alla messa a punto dei nuovi spazi, essendo di un certo rilievo, catturano l'attenzione: la biglietteria non risiede più nel Foyer principale del Teatro Modena. I biglietti adesso trovano perfetta collocazione nel nuovo baricentro fra i due spazi, esattamente a metà strada, consentendo di procedere poi liberamente nell’una o nell’altra direzione e, soprattutto, restituendo al Foyer - di un teatro che, ricordiamo, risale al 1857 - la sua originale purezza.

Oltre alla biglietteria, le novità consistono in due passaggi: uno, a piano terra, che collega appunto le due sale; uno aereo, che permette un collegamento ex-novo tra il piano dei palchi e la zona degli uffici dell’edificio ex-Mercato. Un passaggio, questo, che consente anche di far cadere una barriera architettonica e apre l’accesso ai palchi ai portatori di handicap.

Le novità logistiche si concludono - per adesso - con un ulteriore innovazione che sarà molto gradita agli spettatori: l’apertura di un bar che, nelle parole di Pina Rando: “vuole essere un punto di incontro, oltre che di ristoro, per il nostro pubblico. Un luogo dove socializzare e condividere momenti comuni prima e dopo gli spettacoli”.

La novità veramente nuova sulla programmazione teatrale è che l’Archivolto non propone nessuna grande rivoluzione, ma piuttosto consolida vecchi rapporti, ma anche alcuni tra i più recenti, creando nuove proposte. Continuando a parlare il suo linguaggio, ad incontrare vecchie conoscenze con nuove proposte ad intavolare nuovi progetti con amici di vecchia data, l’Archivolto non sorprende, ma non delude neppure, piuttosto direi consola e rassicura.

Si parte con Grazie (22 ottobre) un testo di Daniel Pennac, il suo primo per il teatro, dedicato a Stefano Benni e da lui letto sul palcoscenico, in previsione di diventare spettacolo il prossimo anno. Si passa per due proposte di Ascanio Celestini: Scemo di guerra (25-27 novembre) l’ultimo giorno di occupazione nazista a Roma, un nuovo-vecchio racconto per il cantastorie della contemporaneità e Le nozze di Antigone (29 novembre) dove Ascanio è solo drammaturgo e regista e lascia il palco a Veronica Cruciani, per farci rivivere il recente passato attraverso un mito.

Passando passando si transita per Distants (19-20 novembre), per La conquista del Messico (22-23 novembre) entrambi di e con Fabio Alessandrini e lo si fa per parlare di emigrazione e di conquista, in breve di viaggio (il legame è stretto con GeNova04). E ancora di cammini e scoperte, di turismo civile, parla Portraits: Albania (2-4 dicembre) con Pino Petruzzelli e Massimo Calandri a cui si aggancia per tematica anche la storia semi-clandestina, recuperata dal dimenticatoio forzato da Bebo Storti e Renato Sarti, de La nave fantasma (13-15 gennaio): tragica Ustica-dei-mari.

Le regie di si susseguono tra produzioni e non, in una lunga lista che lo vede quasi monopolista: L’inventore dei sogni e L’uomo dell’armadio diventano un unico spettacolo che ha debuttato in questi giorni al Festival di Letteratura di Mantova, (12-16 novembre e 9-11 dicembre); mentre Zuzzurro smette le sue vesti di cabarettista e torna a chiamarsi Andrea Brambilla per mettere in scena con Gallione appunto (in una produzione Fox & Gould) un romanzo breve e poco letto di John Fante Il mio cane stupido (20-22 dicembre); nuova produzioni anche con Lella Costa per Alice. Una meraviglia di paese (26-29 gennaio).

Novità nuova che scaturisce ancora una volta da un amore antico del Teatro dell’Archivolto sono i due festival dedicati al fumetto: Festival Staino (28-29 aprile) e Cose d’A. Paz. Omaggio ad Andrea Pazienza (5-6, 11, 13 maggio) con appuntamenti di danza fumetto, letteratura, musica arti visive.

Si stringe lo spazio per la danza e qualcuno non se ne sta; Comunque a gennaio (20, 22, 24), Genova Danza propone Lische, Aline Nari e Davide Frangioni; l'1 e il 2 febbraio direttamente dall'India arriva Raghunath Manet. I Peking Acrobats invece, non propongomo propriamente danza ma acrobazie e, di passaggio in Italia, si dice accettino di essere pagati in pesto. Che sia vero? Confermate le domeniche a teatro con 3 produzioni e un' ospitalità e sarà presto pronto il calendario per i ragazzi e le scuole.

Nella foto: I Peking Acrobats

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