A Mosca l’ultima volta - Magazine

A Mosca l’ultima volta

Attualità e tendenze Magazine Lunedì 13 settembre 2004

Magazine - Sabato 11 settembre, ore 21.00. La Sala Berlinguer, spazio che la ha dedicato agli incontri e alle conferenze, è gremita: le persone hanno occupato ogni sedia e gli spalti per assistere alla presentazione del libro A Mosca l’ultima volta. Enrico Berlinguer e il 1984 (Donzelli). A ricordare il grande politico sono stati l’autore, Massimo D’Alema, Giampaolo Pansa e un conduttore d’eccezione, Michele Santoro.

Nel corso della serata vecchie immagini si susseguono su due grandi schermi, e il pubblico rivede Berlinguer intervistato da Giovanni Minoli, poi quello imitato da Alighiero Noschese. La nostalgia è tanta, lo si intuisce dagli sguardi della gente e dai lunghi applausi. Santoro conduce quella che molto assomiglia a una delle sue trasmissioni televisive e incalza gli ospiti dal basso, vicino al pubblico, a cui ricorda di andare a firmare il referendum per la fecondazione assistita.
Nel libro D’Alema racconta del suo viaggio con il segretario dei comunisti italiani a Mosca, nel 1984, in occasione dei funerali di stato di Jutij Andropov. «Berlinguer aveva una speranza», spiega D’Alema, «il rinnovamento democratico del partito comunista. Questo fu il suo fascino, anche se si rivelò solo un’illusione».

Poi si arriva a parlare della sinistra di oggi: «che è sempre in ritardo», accusa Pansa. «Nonostante tutto», risponde D’Alema, «siamo in procinto di tornare al Governo. Siamo malati di ipercriticismo, per questo dobbiamo imparare a volerci bene: ci vuole più orgoglio nel difendere ciò che di buono abbiamo già fatto».
Infine Santoro propone, in polemica con Pansa, le immagini dell’ultimo comizio di Berlinguer: sono scene drammatiche, testimonianza della fine di un uomo che «sembra aver deciso di morire sul campo di battaglia», ricorda Pansa.

La conclusione della lunga serata spetta a Santoro: «con questo libro D’Alema sente di aver conquistato, nella sua vita privata con in politica, una situazione più tranquilla: per questo può guardare al passato con dolcezza. E affrontare con sicurezza il futuro».

Nella foto: Massimo D'Alema alla Festa dell'Unità Nazionale di Genova

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