Concerti Magazine Venerdì 10 settembre 2004

Lou Reed alla Festa dell’Unità

Magazine - Domenica 12 settembre, alle ore 21.30, Lou Reed torna a Genova. E questa volta per suonare. L’appuntamento è alla Festa dell’Unità, ConadArena (Marina 2), ingresso 20 Eu + prev.

Leader dei Velvet Underground, Lou è sulla breccia da quasi quarant’anni, riuscendo a rinnovare costantemente il suo sound.

Lewis Firbank Reed nasce il 2 Marzo 1942 in una famiglia ebrea piuttosto austera: quando il nostro scopre il rock’n’roll i genitori lo mandano in un centro psichiatrico specialistico. Dove per due settimane subisce l’elettroshock, il che spiegherà molte cose del suo carattere bizzarro e scostante, la sua passione per i poeti maledetti, i suoi dialoghi cinici e corrosivi.
Dopo la laurea, Reed si sposta a New York e diventa un compositore pop professionale per la Pickwick Records; è in questo periodo che conosce un musicista pagato dalla Pickwick per una session: John Cale. Il duo recluta altri due componenti: Sterling Morrison e Maureen Tucker. Il nome della band viene preso dal titolo di un libro giallo trovato nella spazzatura: Velvet Underground.

I Velvet Underground diventano un gruppo cult nel panorama artistico-musicale non convenzionale del Greenwich Village tanto che verranno in seguito patrocinati dall'artista pop Andy Warhol che gli farà da manager, promotore, e finanziatore del primo album: "The Velvet Underground and Nico", il famoso album con la banana in copertina, uscito nel 1967. Il resto è storia della musica: sebbene commercialmente fallimentari, i Velvet Underground diventeranno una delle band più innovative della musica rock e influenzeranno tutti gli artisti e i gruppi che verranno poi.
Questo, in parte, è dovuto alle pennellate liriche di Lou, vere e proprie poesie "beat" che raccontano della vita di strada, delle droghe, di sadomasochismo e altri soggetti che, all'epoca, erano ancora taboo.

Lou abbandona i Velvet nel 1970, cominciando la carriera solista. A Londra conosce David Bowie, col quale nasce una proficua collaborazione. Bowie, all'epoca quasi una divinità musicale che tutto poteva, prende Lou e lo ricostruisce: nuovo look "glam" e arrangiamenti accattivanti per il nuovo album che vedrà la luce nel 1972: "Transformer", un successo clamoroso che contiente due classici della musica rock ("Walk on the wild side" e "Perfect day").
Nel 1973, pubblica il suo capolavoro 'maledetto': "Berlin". Nel 1975 arriva "Metal Machine Music", un doppio album senza testi né melodia, un lunghissimo feedback di chitarra: da qui partiranno alcune correnti sperimentali e punk. Nel 1978 pubblica "Street Hassle", ennesimo capolavoro della sua carriera, seguito l'anno successivo dall'altrettanto bello "The Bells", più sperimentale e con forti influenze jazz. Nel 1982 esce "The Blue Mask", registrato con il chitarrista Robert Quine e il bassista Fernando Saunders, mentre il 1989 lo vede di ritorno con "New York". L'album è acclamato dalla critica e osannato dai fan, e contiene canzoni che diventeranno i "nuovi classici" di Reed: "Dirty Boulevard", "Romeo and Juliette" e "Hold On".
La morte di Andy Warhol riavvicina Lou e John Cale, fino alla la reunion dei Velvet Underground del 1993 e il successivo tour mondiale. Testimonianza del tour è un bellissimo doppio album live. Ma, sebbene siano passati quasi trent'anni, le tensioni tra i membri del gruppo riaffiorano e Reed, ancora una volta, decide di sciogliere il gruppo. La morte di Sterling Morrison, l'anno seguente, porrà per sempre la parola fine alla loro storia. La seconda metà degli anni novanta vede l’uscita di "Set the twilight reeling" (1996), "Perfect Night: Live in London" (1998), "Ecstasy" (2000).

Dopo una breve collaborazione con la sua compagna Laurie Anderson sfociata nei quattro concerti italiani "Words & Music" (i due recitavano i loro testi con un accompagnamento musicale minimale), l'ultimo lavoro di Lou Reed è "The Raven", un doppio CD tratto dalle poesie e dai racconti di Edgar Allan Poe, che contiene recitativi e canzoni.

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