Magazine Venerdì 19 gennaio 2001

Cameriere a CAPODANNO parte I

Ciò che segue è la cronaca informale di quanto è successo al sottoscritto nella serata di capodanno, passata a lavorare come cameriere in un ristorantino della riviera…TRANQUILLI! Non ho intenzione di impietosire nessuno con racconti strappalacrime alla Dickens (lo studente squattrinato e solo-soletto costretto a lavorare in una notte di festa…), ma ho in realtà pensato di divedere con voi alcuni gustosi quanto paradossali episodi di quella catastrofica serata lavorativa: come avrei potuto rinunciare a tutto ciò?
Scenario: sala B(quella a me assegnata) 30mq circa, numero di prenotati ivi stivati per il GranCenoneImperiale di Capodanno: 52 (ma qualcuno sostiene 56). Se fate un rapido calcolo, scoprirete che la densità di popolazione, a stoccaggio completato, era senz’ombra di dubbio superiore a quella Hong Kong nell’ora di punta…dove far sedere la gente? Dove far stare le pellicce-pellicciotti-volpi morte-moffete impagliate, sfoggiate con tanto orgoglio dalle signore? Dove passare indenne con i piatti di portata (e si…ho il culo un po’grosso)? E soprattutto, come riuscire a fare tutto ciò, facendo credere che in fondo è una serata di festa anche per me e che il lavoro di cameriere non è poi così malaccio?
Breve digressione sulla disposizione spaziale dei commensali: tavolata di 28 persone con annesso tavolo di 6 bambini, scaltramente voluto separato dai genitori per non avere i pargoli tra i coglioni almeno la sera di capodanno, tavolo di 12 persone con giovani (età media 25 anni) già sbronzi all’antipasto (con tutto ciò che ne consegue), tavolo di 6 persone così costituito: padre, madre, figlia piccola, figlia grande(gnocca), ragazzo della figlia grande(che dire…si è esibito tutta la sera in mirabolanti giochi di prestigio alla Silvan) e nonnina semi-deambulante non pienamente consapevole della realtà che la circonda (i giochi di prestigio però la divertivano tanto). E non dimentichiamo i due cani: un Mastino Napoletano(“…non si preoccupi, è bravissimo…”) ed un Bull Dog (più simpatico dei padroni).
Fino alle 21.30 la situazione è più o meno sotto controllo ma già si avvertono i primi segnali di rapida degenerazione: la sala è saturata dal fumo di sigaretta ed i posacenere eruttano cicche a più non posso, temo si manifestino i primi sintomi di ipossia cerebrale sicuramente aggravati dall’overplus alcoolico-gastronomico; i suddetti bambini, sfuggiti oramai ad ogni forma di controllo volontario da parte delle famiglie, orbitano per tutta la sala su traiettorie asincrone assolutamente imprevedibili, spuntando da ogni angolo possibile e brandeggiando minacciosamente i petardini, prontamente forniti dal papà per la guerriglia di mezzanotte (Nota:le creaturine vanno dai 3 ai 10 anni stimati). Il tutto è ulteriormente peggiorato dall’insidiosissimo pavimento, reso viscido dall’umidità condensata misto sudore…

Per la parte II:Leggi l'articolo
Matias Civitella
di Francesco Tomasinelli

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