Magazine Sabato 28 agosto 2004

La politica nel pallone

Si chiama Ghedini, ma non è l’avvocato di Berlusconi, non è Niccolò Ghedini, l’onorevole di milionario di Forza Italia. È Rudi, un giovane scrittore bolognese che ha già pubblicato un romanzo, un saggio e diversi racconti ed oggi - venerdì 27 agosto - ha presentato, nello spazio intitolato a Giacomo Matteotti alla , il suo nuovo libro: Il Cavaliere a due punte.

Con questo piccolo pamphlet, Rudi Ghedini illustra con ironia ed intelligenza, un importante capitolo della biografia di Berlusconi: quello del Milan e del calcio; lo sport della pedata come metafora del successo.
Non è un caso che Berlusconi, quando decise di fare politica, “scese in campo” e dopo di lui furono in molti che decisero di diventare presidenti di squadre di calcio, di utilizzare lo sport calcistico come trampolino di lancio. Insomma, Berlusconi è quello che ha “calcistizzato” la politica. Il mondo del pallone dentro la politica e la politica è andata nel pallone.

Così come Inzaghi non è mai fuori gioco, non lo è neanche Berlusconi: il conflitto di interessi non esiste. Il libro spiega bene attraverso gli undici capitoli (come i giocatori di una squadra di calcio) come lo sport pedatorio sia diventato con Berlusconi lo specchio, il paradigma della politica. Per chi è amante del calcio, ne è tifoso, nel libro troverà molti spunti storici per riassumere in breve la situazione in cui versa il calcio odierno: i dieci anni che sconvolsero il calcio e si potrebbe aggiungere l’Italia.

Un capitolo divertente del libro è poi dedicato al tifoso milanista di sinistra: un personaggio schizofrenico, facente parte di una categoria masochista e da compatire, come dice Ghedini che è interista e vuole rappresentare l’altro mondo…

L’aneddotica sull’argomento trattato è grande ed anche difficile da ordinare, ma Rudi Ghedini ci riesce bene, poiché Berlusconi con il Milan, il Berlusconi sportivo e tifoso, il Berlusconi politico e capo del governo, sono legati da un filo comune: l’essere ridicolo. L’autore però rimarca come quest’ultimo aspetto non venga fatto emergere dalla sinistra, che anzi avvalora e segue pedissequamente tutte le trovate, le sparate e pagliacciate del Cavaliere milanista. Berlusconi detta, con le formazioni calcistiche, anche i tempi delle uscite di quel “teatrino della politica” cui è divenuto la marionetta principale.

Il libello si legge in un baleno e alla fine, dopo molte risate amare, si riescono a comprendere molte cose; come quella di avere semplificato la politica trasformando il paese in un’orda di tifosi. Come afferma Ghedini, nelle pagine conclusive: «La scommessa è che sia questo ciò che gli italiani inconsciamente desiderano: qualcuno semplifichi la complessità sociale e la fatica della democrazia, a cui affidare una delega in bianco…». Perfetto. Certo non è la politica adatta a risolvere i problemi di convivenza pacifica dei cittadini. Io aggiungerei l’Italia in gradinata, l’Italia divisa in due fazioni dove alla fine tutti perdono. Chissà se l’illusione del potere verrà ancora una volta smascherato con le guerre.

In chiusura di presentazione, svolta con un’introduzione di Renzo Parodi del Secolo XIX, è intervenuto un partecipante che ha ricordato come il berlusconismo vincente ha trovato nel mondo dei tifosi il proprio humus; la cultura che permette questa storia e anche questo titolo: Il Cavaliere a due punte.
Renzo Parodi ha infine concluso con una breve e interessante diagnosi sociologica e di costume: sì, il calcio è un particolare elemento che scatena in Italia passioni ed i tifosi sono interclassisti, sono portatori di fedi spesso pericolose.
Si può proprio dire che niente è più serio del gioco.

Il Cavaliere a due punte
di Rudi Ghedini
Edizioni Fratelli Frilli Editori
Euro 6,50
In tutte le librerie

Giorgio Boratto

Nella foto: Renzo Parodi e Rudi Ghedini
di Daniele Miggino

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