Dov'è finito Furio Colombo? - Magazine

Attualità Magazine Giovedì 26 agosto 2004

Dov'è finito Furio Colombo?

Magazine - Furio Colombo e Antonio Padellaro sono live, in video e in TV.
In questa serata (25 agosto) tutta per loro, per ecceso di zelo nessun media (in locale) gli è negato. La loro presenza sul palco echeggia sul video alle loro spalle e sugli schermi delle TV ai loro piedi. Dov’erano finiti questi due nomi del giornalismo italiano?
Dentro dal 2001, oggi siedono l’uno accanto all’altro - Antonio Padellaro (ex vice direttore dell’Espresso) e Furio Colombo (giornalista, scrittore e molto altro) - come condirettori del quotidiano e raccontano il nuovo giornale ai lettori intervenuti alla Festa.
Tra il pubblico che occupa quasi l'intera platea, ci sono i fedelissinmi che applaudono con vigore, i nuovi lettori che, guardinghi, hanno però l'abbonamento in tasca e apprezzano la nuova direzione e ci sono anche gli insoddisfatti. Quelli che, nati con l’Unità, letta dal papà ancora prima di saper leggere da soli, non ci si ritrovano più nel nuovo giornale e chiedono lumi.

«Caro Michele» dice ad un certo punto Padellaro rivolgendosi al lettore deluso «vorrei che fossi stato con noi quando tre anni fa, Furio ed io, siamo entrati in via dei Macelli e abbiamo trovato le macerie. Oggi il giornale è privato non è più un organo di partito. Però il suo compito è ancora quello di parlare con schiettezza, lealtà e garbo agli amici che ci seguono. A quel tempo noi abbiamo detto cose sul giornale che altri giornalisti hanno saputo o potuto dire solo due anni dopo. Questo non toglie che l’Unità dica delle cose diverse dai DS». Padellaro spiega come la diatriba, scatenatasi sul quotidiano in questi giorni, rispetto ad alcune ospitalità-discusse (tra cui l'avvocato Gaetano Pecorella, il ministro Roberto Maroni e, aggiunge qualcuno tra il pubblico, Maurizio Costanzo) alla abbia avuto sempre toni seri ed estremamente civili nel nome della tolleranza e del rispetto della diversità d’opinione reciproca. «Si è trattata di una vera e propria dimostrazione di come la sinistra sia in grado di dialogare e di dissentire al suo interno, in piena osservanza delle regole civili. Di come la comunicazione e il dibattito restino strumenti di democrazia e si contrappongano al mutismo e alla cieca obbedienza che caratterizzano i modi di molti esponenti della coalizione al governo».

Di fronte alle critiche, l’illlustre desaparecidos Furio Colombo ripercorre in breve la sua mirabile carriera di giornalista in Italia e all’estero, opinionista, direttore di programmi radio e TV, professore universitario in America e a Parigi, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a New York, scrittore, deputato ecc. - chi più ne ricorda più ne aggiunga - per sottolineare come la sua scelta, assumere la direzione del quotidiano, lo abbia escluso dalla vita pubblica. «Non mi si è più visto in televisione, non sono desiderato né lì né in radio. In tre anni non siamo stati invitati da nessuno, non siamo mai comparsi alla Rai, semmai su Sky. Abbiamo lasciato dei veri posti di lavoro per portare un giornale come l’Unità a 70 mila copie di media giornaliera e 90 mila nei fine settimana. Questi due strambi individui che avete di fronte sono riusciti a dire cose da farli escludere da tutto quello che non è l’Unità. Siamo messi al bando».

Furio è estremamente appassionato nelle sue argomentazioni. Si scalda, prosegue, racconta, ricorda ed esorta a proteggere la Costituzione Italiana ottenuta con la Resistenza e la liberazione del 25 aprile. «Combattere per difendere quei diritti faticosamente conquistati ma solo con i mezzi della democrazia».
Poi come un ritornello aggiunge spesso in coda al suo pernsiero: «Devo aver fatto qualcosa di giusto, a parte i molti errori che di sicuro ci sono, per non comparire nell’Italia di Berlusconi».

Il futuro, comunque, rappresenta per Padellaro e Colombo una sfida interessante da intraprendere con nuove proposte. Il prossimo anno ci saranno cambiamenti grafici per ottenere un effetto più brillante e gradevole alla lettura. Sul versante della pubblicità, poi, qualcosa, anche se ancora poco, si muove ed è una nuova lettrice a sottolinearlo compiaciuta.

(Nella foto in alto A. Padellaro e F. Colombo - anche in video e TV; in basso, nello schermo video alle spalle dei protagonisti, il lettore genovese Michele)

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