Via dall'Iraq - Magazine

Attualità Magazine Mercoledì 25 agosto 2004

Via dall'Iraq

Magazine - Via dall’Iraq entro 15 giorni, oppure… oppure, promette Al Qaida, il sangue scorrerà anche in Italia. Un’estate, quella del 2004, contrassegnata da minacce, rapimenti – l’ultimo quello del giornalista Enzo Baldoni in Iraq – ed ultimatum che mettono in allarme un po’ tutti, dandoci modo di riflettere sulla posizione che il nostro Paese ha assunto in una guerra che pare infinita.

E allora che fa l’italiano medio? Si chiude in casa attendendo che l’ombra nera del terrore si accanisca anche sul Belpaese oppure reagisce, continuando la propria vita come se nulla fosse? «Non ho paura, ma forse sono solo incosciente», risponde Carlo, 34 anni, «sembra sempre che le tragedie debbano accadere solo agli altri… comunque credo che il Governo non debba cedere alla strategia del terrore».
Nela giornata di ferragosto scadeva l’ultimatum imposto da Al Qaida: «Quel giorno mi trovavo in Versilia, non mi è nemmeno venuto in mente!», dice Valeria, 26 anni, quasi spavalda, «non sono impaurita, o forse cerco semplicemente di non pensarci».

Ma non tutti riescono a restar sereni: «Sì, ho paura», spiega Grazia, 55 anni, «oggi eviterei una vacanza a Roma e non credo prenderò l’aereo per un po’». Stefano, 28 anni, se la prende con la stampa: «La storia del terrorismo è una strumentalizzazione dei media», afferma, «un nemico di cartone per tenere a bada la gente». Un po’ di paura, però, ce l’ha anche lui: «Il Governo sta comunque sottovalutando il problema».
Ma il timore di attacchi improvvisi nelle nostre città potrebbe anche aver condizionato quei turisti stranieri che, quest’anno, hanno preferito altre mete rispetto al nostro Paese: «Credo che i turisti non siano venuti per l’eccessivo aumento dei prezzi, e non per il terrorismo!», afferma Giorgio polemicamente, «certo avverto del timore nelle persone: io stesso evito i luoghi che sembrano più a rischio».

Lara, 30 anni, esprime la propria preoccupazione: «Temo il terrorismo perché non so dove possa colpire. Il rapimento di Baldoni è l’ennesima conferma che l’Italia è al centro del mirino». Anna crede che si debba tenere duro: «Ormai siamo in ballo. La paura c’è, ma non ho intenzione di chiudermi in casa». Alice, 25 anni, giudica negativamente le posizioni assunte dal Governo italiano: «Abbiamo sostenuto in tutto e per tutto gli Stati Uniti e ora viviamo nel terrore. Tanti ragazzi sono morti a Nassiriya, altri sono stati fatti prigionieri. Ma anche noi, nelle nostre case come al lavoro, viviamo ogni giorno temendo l’ennesimo 11 settembre».

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