Le mille sorprese dell'Adriatico - Magazine

Attualità Magazine Lunedì 23 agosto 2004

Le mille sorprese dell'Adriatico

Magazine - Leggi le altre su mentelocale.it

Riesco a raggiungere il ristorante consigliatomi dalla proprietaria della locanda dove alloggio. Non sono proprio in riva al mare, ma purtroppo ne sento l’odore: le discariche a cielo aperto della periferia di Giakarta puzzano di meno, ma, m’informa un cameriere dai modi gentili e dalla parlata che sembra uscita da un film di Federico Fellini, la responsabilità va attribuita ad un’alga marina dal nome terrificante: mucillagine, che non so nemmeno con quante c si scriva, ma suppongo puzzi già dalla sua etimologia. Nell’attesa che mi venga consegnato il menù, giuro a me stesso che non mi farò intimorire da una pianta e domattina sfiderò l’Adriatico. Se ci arrivo a domattina! C’è mancato poco che non mi venisse un infarto. 12 euro per un antipasto freddo di pesce, 15 per uno caldo e addirittura 22 per le cruditè. 13 euro per gli spaghetti alle vongole e 16 per un fritto misto, meno male che il locale funziona anche come pizzeria così riesco a limitare i danni pagando 19 euro per una margherita, una birra media (metà del boccale è costituita da schiuma che, ritirandosi, lascia spazio ad una piccola) ed una macedonia con gelato, fortuna vuole che io non beva caffè. Il pesce lo mangerò quando rientrerò a Beirut tanto, bene come la mia Fatima non lo cucina nessuno.

Spaventato dall’esperienza al ristorante decido di rientrare in camera: impiegherò non meno di un’ora per percorrere mezzo chilometro respingendo le numerose imboscate compiute da un esercito di venditori ambulanti di ogni nazionalità, seriamente intenzionati a mandarmi a nanna con collanine perlate, elefanti di legno, occhiali da sole, parei, costumi da bagno e perfino manine di finto avorio e madreperla per grattarsi la schiena. Un po’ di nostalgia per quest’ultimo articolo ammetto che mi è venuta, anche perché credevo non fosse più in commercio dal 1979 anche se, a ben pensarci, l’ultima volta che lo vidi esposto sopra una bancarella fu nel '93 a Tangeri, ma questa è un’altra storia.
Finalmente in sauna, cioè in camera maledicendo la mia direttrice che non ha voluto prenotarmi una stanza con aria condizionata sostenendo che provoca bronchiti, emicranie e problemi muscolari, mancavano solamente vaiolo e febbre gialla ed il quadro era perfetto. “Tirchia!” Col ca… volo che ti preoccupi della mia salute, il supplemento per il condizionatore costava 8 euro al giorno e tu, per otto miseri euro, mi hai spedito nell’anticamera dell’inferno. Non ci si comporta cosi, nemmeno Somoza era così perverso: lui gli oppositori li gettava dentro i vulcani attivi e quelli morivano in un attimo, senza agonia.

Spengo la luce e provo a dormire, ma dopo pochi minuti vengo caricato da uno stormo di zanzare: potete immaginare che allegria. La più piccola peserà non meno di tre etti, il taglio medio ha una capacità di salasso da sacca ospedaliera, la più grande, probabilmente il capo, più che ad un insetto somiglia ad un ariete. Non sono armato e quasi mi viene voglia di arrendermi invocando la convenzione di Ginevra, ma non me ne da il tempo: parte all’attacco e mi sferra una terrificante testata nel setto nasale prima di mettersi a cenare sul mio collo sudato.

Josef

Continua e termina tra quindici giorni

Potrebbe interessarti anche: , Scopri i film stasera in tv sul digitale terrestre , La modernità nel mondo dei piatti doccia , Veicoli commerciali: tutti i vantaggi del noleggio , Volotea e Dante Aeronautical progettano un aereo ibrido-elettrico per brevi rotte , Volotea festeggia i 25 milioni di passeggeri con Viaggio su Marte e offerte