Weekend Magazine Domenica 25 luglio 2004

Lungo il Rio Gandolfi ed oltre

Magazine - Tempo fa il Comune di Genova, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale, avviò un progetto denominato Ecologia in città, volto a valorizzare e rendere visitabili, grazie ad una piccola rete di sentieri, alcune delle aree naturalistiche più meritevoli e a due passi dal centro urbano. Una di queste era il Rio Gandolfi, piccolo torrente che scende alle spalle di Pegli. Più in alto, alle spalle del Rio si trovano la Punta del Corno e l’imponente Monte Pennello, la cui cima sfiora i mille metri, pur rimanendo molto vicina al mare.

È un itinerario che può prestarsi bene ad un tour estivo. Certo, è impegnativo, soprattutto se fatto interamente, ma gran parte del percorso a bassa quota è ombreggiata e si svolge lungo un torrente, dove è possibile tuffarsi. La grande attrattiva è la varietà di ambienti, dal corso d’acqua alle cime sassose sferzate dal vento, che regalano un bellissimo colpo d’occhio sul Mar Ligure.

La prima parte del tragitto, segnalata con EC2 su massi ed alberi, è quella dell’itinerario Ecologia in città e richiede circa un’ora di cammino. Sorpassati i ponticelli in legno - in prossimità del torrente - si arriva, dopo una ventina di minuti, ad una casa rurale chiamata Rombo. Proseguendo lungo il sentiero, a tratti ripido e scosceso, si supera altre volte il corso d’acqua fino ad arrivare alla conclusione dell’EC2. In questo punto si trovano alcune delle pozze migliori (però in ombra al pomeriggio). L’acqua ha modellato la roccia formando una cascata con relativo laghetto, profondo quasi tre metri. In tanti vorranno fermarsi qui, ristorati dall’atmosfera piacevole del posto. Il bosco sembra protendersi dalle rocce circostanti per ricoprire il torrente che scorre verso il basso.

Da qui prosegue il sentiero diretto verso le alture (segnavia X rossa), che si incontra sulla destra del torrente, poco prima della cascata. Il dislivello non è poco, si tratta di circa cinquecento metri, a voler arrivare fino alla cima. Anche il paesaggio cambia e diventa più spoglio ed aspro, spesso segnato dal vento. L’obiettivo è la punta del Corno a 850 metri, una roccia massiccia dalla cui sommità si vede il mare, vicinissimo. Ma non è un’ascesa agevole; complessivamente può richiedere quasi tre ore.

Per arrivare in zona da Pegli si sale fino a San Carlo di Cese lungo la Val Verenna. Il punto preciso di imbocco del sentiero si trova 300 metri prima del paese in prossimità di uno slargo dove, salendo sulla sinistra, si vede un sentiero che scende subito verso il torrente sottostante. Il percorso è segnalato con una X rossa ed il segnavia EC2.


Foto sopra, il tratto più in alto del sentiero del Rio Gandolfi in una bella immagine di Andrea Parodi - www.parodieditore.it .

Oggi al cinema

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