Concerti Magazine Lunedì 2 agosto 2004

Io c'ero! Quasi...

Mettiamo subito in chiaro una cosa. Non è che io mi strappi i capelli per Simon e Garfunkel. Per una strana coincidenza, il loro greatest hits è stato uno dei primi cd che ho acquistato. Ma negli ultimi dieci/quindici anni i miei gusti musicali sono un po' cambiati…
Sabato 31 luglio il duo si è riunito in un concerto gratuito al Colosseo. Un tour mondiale li vede di nuovo insieme dopo vent’anni dal litigio che li separò. A me la notizia aveva suscitato un semiserio: “apperò!”. Ma chi mi stava vicino si è dimostrato da subito molto più deciso: “andiamo!”. Inizia così un weekend, anch’esso semiserio, che ci ha portati da Genova al Colosseo, e ritorno.

Siamo in quattro. L’appuntamento è a mezzogiorno e mezza alla stazione Principe. Vedendo i treni a qualcuno viene in mente che è il 31 di luglio, e che troppe persone potrebbero aver preso l'autostrada:
«Non ci conviene prendere un Intercity?».
Guardiamo gli orari. Una meno dieci e tre meno dieci. Il primo è perso, il secondo parte troppo tardi. Saliamo in macchina.
Arriva una telefonata: «Cosa? Al telegiornale dicono che chi prende l’autostrada rischia di passarci le vacanze?». Segue un summit. Alla fine decidiamo di partire lo stesso, ma prima passiamo alla Coop per le provviste. Non si sa mai…

Sono le due e mezza. Il terrore della coda e i tempi ristretti ci mettono una tensione che ci fa quasi scappare la voglia. «Ma perchè non ci prendiamo tutto 'sto bendidio», dico, «e non ce ne andiamo da qualche parte? Mare, montagna, lago, quello che volete...».
«Belin, almeno proviamo. Al limite torniamo indietro...».
Evabbè, non facciamo i mugugnoni...
Quando vedo il cartello Versilia mi scende una lacrima. Penso a spiagge, ombrelloni e racchettoni. E noi andiamo incontro al macello.

Altra telefonata:
«Cosa? Il figlio di Simon ha avuto un grave incidente? Lui è andato in America e non si sa se torna? Il concerto potrebbe essere annullato?». E vai! La Versilia si avvicina…
Ancora un telefonata: «Eh sì, me l’ha detto mio fratello, e pure mia zia. Ora accendiamo la radio e sentiamo cosa dicono».

La telecronista ci manda in crisi di nervi: «Tutto pronto a Roma per il grande concerto di Simon & Garfunkel. I cantanti hanno fatto il sound check e hanno pure festeggiato il compleanno di un componente della band». Compleanno? Sound check? Ma non era in America, quell’altro? La Versilia è ormai un sogno. Il figlio di Simon sta benissimo. La telefonata era uno scherzo combinato di uno dei quattro che voleva dirottare il viaggio. E se me lo diceva anche a me, col cavolo che accendevo la radio… eravamo in spiaggia prima di rendercene conto.
Siamo sulla statale tra Grosseto e la capitale. Non c’è coda, però è terribilmente tardi.

Niente cartine, nessuno conosce Roma. Qualcuno “ha fatto una visita per il militare” o qualcosa del genere, ma non ricorda altro. Dobbiamo raggiungere casa dei nostri ospiti romani. Otto e quaranta, non sappiamo più dove siamo.

A ogni semaforo chiediamo indicazioni. Piano piano ce la facciamo. Molliamo i bagagli a casa e andiamo verso il Colosseo “che intanto il parcheggio si trova”, dicono. Ci sono macchine infilate ovunque, ma dopo sette-otto giri a vuoto arriva il nostro posto.

E via di corsa. A un certo punto c’è un muro di persone. Intanto sentiamo Hello darkness my old friend…. The sound of silence ce la siamo “fumata”. Ma vedrai che arriviamo…

Niente da fare, tutte le vie di accesso sono chiuse o intasate dalla gente. Proviamo da tutti i lati. Arrivano Mrs Robinson, Cecilia, I am a Rock, The Boxer e noi siamo ancora qui che cerchiamo un vicoletto inesplorato che ci porti davanti al palco. Illusi. Altri seicentomila ci hanno già provato.

A un certo punto proviamo anche ad infilarci di prepotenza nella ressa. Non riusciamo neanche ad intravedere il palco, ma in compenso rischiamo di morire.

«Ma perché non ci andiamo a bere una birra?». Tutti approvano con un urlo di gioia. La serata finisce con una sbevazzata. Poi tutti a dormire. La mattina, sveglia con calma e ritorno a casa. Per un totale di mille chilometri a vuoto.
Ce l’avevamo quasi fatta… se solo non avessimo acceso quella maledetta radio, a quest'ora ero ancora sdraiato sulla spiaggia.
Simon & Garfunkel con me hanno chiuso.

Nella foto: Simon & Garfunkel... molto prima del concerto di sabato al Colosseo

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