Magazine Giovedì 29 luglio 2004

Lagazzi tra Van Sant e Moore

Marco Lagazzi in equilibrio tra Gus Van Sant e Michael Moore. Ferocia di immagini e di violenza vista con l’occhio di chi da anni, come dice lo psicoanalista Cosimo Schinaia rifacendosi a San Agostino, odia il male ma non può non amare i peccatori.

Ad accompagnare Marco Lagazzi, ieri sera - mercoledì 28 - al Cinema America, all’interno della rassegna estiva organizzata da , due amici, due colleghi, Cosimo Schinaia appunto, ed Emilio Maura, colui al quale, Marco Lagazzi si era rivolto quando, giovane universitario di Medicina aveva iniziato a voler conoscere e capire il mondo che è oggi raccolto nei suoi .

Marco Lagazzi ironizza, con la sua pipa e il suo sguardo scanzonato, guarda noi, a cui arrivando tra i primi hanno regalato una copia del libro, e ci dice: «Da buoni genovesi avrete pensato che se si regala qualcosa vuol dire che è una belinata no?».
E invece noi lo sappiamo, li dentro ci sono le storie che non vengono raccontate nei libri, ma che - come dice l’autore - popolano i fatti di cronaca. Storie dove l’assassino e la vittima non sono degli stereotipi da film giallo ma sono delle persone «a cui io – dice Marco – ho anche voluto bene, in cui, seppur disperato, ho trovato un coefficiente di umanità».

Ed è proprio quello che Emilio Maura ci racconta, intervenendo brevemente prima della proiezione del film Elephant. Un anno prima di Van Sant era uscito un altro film forte, violento, un altro film sul male: Bowling a colombine di Moore. «Ecco – ci dice Maura - Moore affronta il male cercandone le ragioni, le cause, da illuminista vuole capire, e da politico ne vuole fare una militanza; Van Sant invece mostra la radicalità ineluttabile del male. Un male che non è curabile. Come un peccato originale laico. Dovuta a cosa? A chi? Il diavolo probabilmente direbbe Bresson». «Marco – prosegue - si tiene in equilibrio tra i due. Come a dire: si può, cercando di capire, ancora sperare e lavorare».

Schinaia conclude ricordando ancora quanto in questo lavoro e in questo percorso il mestiere di genitori sia difficile: «Difficile crescere i ragazzi che crescono, e i genitori che crescono i ragazzi».

Per questo, caro Marco, noi sappiamo che il tuo libro non è la belinata a cui accennavi. Aspettiamo il tuo prossimo romanzo che – ci hai detto ieri – uscirà ad ottobre. Un noir. I tuoi noir dell’anima…

Marina Giardina

Nella foto: Marco Lagazzi
di Daniele Miggino

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