Concerti Magazine Giovedì 29 luglio 2004

New Band: dove siete finiti tutti?

Magazine - Dandovi notizia della serata di mercoledì 28, vi ricordiamo che New Band continua domani, venerdì 30, sempre a Villa Bombrini, sempre alle 20.30, sempre gratuitamente, sempre nell'ambito della mostra "Empowerment Cantiere Italia".



Sono arrivato a Villa Bombrini verso le nove. Volevo vedere cosa succedeva al penultimo appuntamento della rassegna . Ed era anche un’occasione per rivedere alcune cose della mostra . Ieri - mercoledì 28 luglio – il programma diceva: Antonio Sgorbissa, Marco Fuori, The Sunflowers, Bianco Plumbeo, The Boogamen e Cap 16100.
La Villa ti accoglie con la sua immensa facciata gialla, ma ciò che colpisce è il gasometro dell’Ilva, che spunta proprio sopra il tetto. Già prima di entrare capisci dove sei capitato: a metà tra arte e industria, tra passato remoto e passato prossimo. Praticamente in un limbo.

Alle nove si mangia, questo è chiaro. E infatti erano proprio tutti a mangiare…
Ora si potrebbe parlare della tendenza di far musica nei musei, del legame tra un certo mondo giovanile e i luoghi dell’arte, del fatto che c’era un concerto tra un palazzo Settecentesco e un impianto siderurgico degli anni Sessanta (o giù di lì). Però la vera attrazione erano i gruppi.

E parliamo un po’ di musica.
Antonio Sgorbissa segue la tradizione cantautoriale a noi più vicina. I più banali (come me) avranno riconosciuto un modo di cantare, fatto di parole marcate e smorfie, simile a quello di De André. Chiude con Giuliano, brano sulle disillusioni portate dalla maturità. Protagonisti: un ragazzo di centosessanta chili e la rivoluzione.

Nel frattempo mi guardo in giro. Sento un fischio che proviene da qualche macchinario strano. Siamo in un giardino - del Museo o dell'acciaieria? - se non ci fosse una rete tra noi e gli impianti non si capirebbe.
Chiedo pareri. Cosa ne pensi di questo posto? «È bello, anzi no, è bruttissimo, ma proprio per questo mi piace». A volte è difficile capire cosa pensa la gente…
Una ragazza, diplomata al Conservatorio, non è sorpresa di sentire musica in un luogo simile. «Qualche anno fa ha suonato anch’io qui - dice Federica - però eravamo dentro. Sai, il piano…». E per chi sei venuta? «Per i Bianco Plumbeo». Ve li spiego dopo.

I Marco Fuori cambiano rotta. Suonano un rock introspettivo. Il presentatore dice che «scavano nei meandri della mente». Loro, giustamente, lo scherzano, ma poi scavano veramente. Acustica, basso e batteria per un rock che riecheggia Afterhours e Piero Pelù (a tratti la voce del cantante è molto simile). Una chitarra elettrica non avrebbe stonato.

La varietà di stili è un leit motiv della serata. Non ci saranno mai due gruppi con lo stesso ritmo. E infatti, arrivano The Sunflowers, ovvero covers surf. E qui si vede che tutti muovono ginocchia e talloni, ma con circospezione. Nelle retrovie, sulle note di Great Balls of Fire, qualcuno si lascia andare. Partiti con Barbara Ann, finiscono con «il primo pezzo dance in assoluto, del 1959: Do you wanna dance di Johnny Rivers.

Ed ecco i Bianco Plumbeo. Il loro è un rock più duro, mischiato all’elettronica. Tecnica notevole per chitarra, basso, batteria e altra chitarra. Il gruppo dal nome ossimorico è più da guardare e da ascoltare che da ballare.

La luna si sposta attraverso i tubi e le torri della siderurgia. Al fischio ormai ci siamo abituati. Entrano in scena The Boogamen, i primi che si rivolgono ai lavoratori dell’Ilva: «Questa canzone - Tensione - è dedicata a loro, e speriamo che non si faccia più male nessuno!», dice il cantante. Poi un'altra frase azzeccata: «A noi ci piace divertirci». Dopo i brani ska-core di protesta si passa al reggae, ai ritmi latini, allo swing da crooner (alla faccia di Bublé). A volte nella stessa canzone. L’ultimo pezzo inizia in pieno stile “canzone d’amore - italia anni '60" e finisce cattivissima, tra schitarrate e urla. La loro versatilità, il loro burlarsi dei generi, diverte sul serio.

Chiude la serata il gruppo Cap 16100, con un rock più tranquillo, all’italiana. Anche loro non vengono meno all’assioma della serata: gruppo diverso, genere diverso. Purtroppo la mezzanotte, il coprifuoco, si avvicina inesorabilmente. Il fischio del gasometro continua. Bisogna dar merito al centro della Creatività del Comune, all' , insieme ad altre mille associazioni musicali genovesi, di aver messo su una rassegna veramente godibile. Ritardate le ferie, oppure mangiate un po' meno, e venite e vedere cosa succede venerdì 30 luglio.

Nella foto: The Boogamen

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