Weekend Magazine Domenica 25 luglio 2004

I laghetti di Nervi

Magazine - Pensavo fosse un posto molto conosciuto, quasi scontato. Invece ho scoperto che è ignoto a molti ed i locals che lo frequentano si fermano spesso alla prima pozza.
Certo per fare il bagno nell’entroterra in pozze naturali, tipo piscinette modellate dalla corrente, ci sono posti ben più selvaggi e suggestivi (, tanto per citare l’ultima proposta). Ma questo Rio Nervi, ha la sua forza nella breve distanza dalla città.
Lo scenario è quello delle nostre colline alle spalle di Genova, una distesa di vegetazione un po’ brulla e punteggiato dai pini. Il piccolo corso d’acqua dalle alture del monte Croce arriva a valle in modo più o meno irregolare, incrociandosi con il Rio Gregna e passando di pozza in pozza. Purtroppo la pace del luogo è in parte rovinata dalla presenza dell’autostrada e dal frastuono prodotto dal continuo traffico.
Alle spalle di Nervi c’è un sentiero che consente diverse combinazioni. Si può salire direttamente a contatto con l’acqua o raggiungere subito le prime pozze. Ma i più volonterosi possono arrampicarsi più in alto, sempre seguendo il sentiero, e cercare altri specchi d’acqua. Non sempre però l’ascesa è agevole e le pozze a portata di mano. Ci sono comunque diversi laghetti, alcuni poco profondi, che non consentono di nuotare, ed altri più ampi e spaziosi. L’acqua è abbastanza fredda, decisamente più del mare, ma è mantenuta abbastanza pulita dalla corrente.
Dovendo suggerire una meta semplice consiglio il cosiddetto Laghetto delle Oche (ma di oche non ce n’è nessuna!): è il primo laghetto di una certa dimensione, spesso frequentato da gruppi di ragazzini o tipi più o meno alternativi. Si raggiunge in poco più di un quarto d’ora da Nervi.

Per arrivare nella valle del Rio Nervi si prende Via Oberdan, poi via del Commercio, fino al cimitero. Qui, dopo aver lasciato i mezzi, superate un cantiere e camminate in direzione del grande viadotto autostradale: è alto 60 metri e non passa certo inosservato. I primi laghetti si trovano lungo il sentiero, dopo il viadotto. Da qui in poi è sufficiente seguire il corso d’acqua lungo il percorso in salita.

Foto sopra, una delle pozze più in alto sul sentiero.

Oggi al cinema

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