Appuntamento con il ballo scaligero - Magazine

Teatro Magazine Lunedì 5 luglio 2004

Appuntamento con il ballo scaligero

Magazine - Ritorna l'appuntamento con il Festival Internazionale del Balletto.
Giunta alla 34a edizione, la manifestazione propone un programma intenso con 10 appuntamenti d'eccellenza per cogliere la danza contemporanea nella sua più vivace attualità. Ospitata, per la prima volta nella sua storia, in quattro teatri genovesi questa edizione del Festival è un'opportunità per seguire un ideale percorso artistico: oltre al Teatro Carlo Felice, gli spettacoli saranno sui palchi del Teatro Modena di Sampierdarena (unico e prezioso teatro ottocentesco della città), al Teatro della Corte (sede dello Stabile di Genova diretto da Carlo Repetti) e al Teatro della Tosse, diretto da Tonino Conte ed Emanuele Luzzati. Dopo la serata d’apertura, sabato 3, in onore della nuova Unione Europea, organizzata dallo storico fondatore del Festival, il maestro Mario Porcile, il prossimo appuntamento, martedì 6 e mercoledì 7 luglio, è con con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala al Teatro Carlo Felice con una triplice proposta: Theme and Variations allestimento del Teatro alla Scala, una coreografia di George Balanchine ripresa da Patricia Neary; Annonciation, una coreografia di Angelin Preljocaj, ripresa da Daniéle Levêque; e infine Le Sacre du printemps, di Maurice Béjart, ripresa da Michel Gascard e Kyra Kharkevitch.

Il primo lavoro, Theme and Variations debutta a Genova e non era mai interpretato prima dal Ballo della Scala. Si tratta di un capolavoro di perfezione strutturale, con cui prosegue l’omaggio che il Ballo scaligero dedica a George Balanchine, in occasione del centenario della nascita. Un concentrato sviluppo del lessico del balletto classico, "Theme and Variations" nacque dall’intento – come scrisse Balanchine – di evocare il grandioso periodo del balletto classico, che fiorì in Russia con l’aiuto della musica di Cajkovskij.

Annonciation, la seconda proposta, rappresenta la prima collaborazione fra il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e Angelin Preljocaj (del settembre 2002), in cui il Ballo scaligero si è guadagnato il ruolo di prima compagnia italiana ad avere in repertorio questo gioiello coreografico. Un duetto che ricopre un’importanza particolare nel repertorio del coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj: infatti durante una tournée negli Stati Uniti del Ballet Preljocaj, la compagnia da lui fondata nel 1984 (e diventata Centre Chorégrafique National d’Aix-en-Provence nel 1995) proprio con questo balletto, su musiche di Stéfane Roy (Crystal Music) e Antonio Vivaldi (Magnificat), ottenne il “The Bessie Award 1997” alla terza edizione del New York Dance & Performance Award. Al di là degli importanti riconoscimenti internazionali, il duetto segnò una vera e propria svolta nella ricerca di Preljocaj impegnandolo a scavare con maggiore attenzione il difficile rapporto tra “corpo” e “spirito”.Preljocaj puntò la sua attenzione sul toccante mistero dell’Annunciazione della Vergine Maria. Un soggetto indagato, interpretato, trasfigurato e per non meno di due millenni nell’arte visiva della cristianità occidentale, relativamente poco frequentato, invece, nelle arti dello spettacolo dal vivo ma poi tornato in auge dopo la confezione dell’intenso film di Jean-Luc Godard: "Je vous salue Marie".

Infine, Le Sacre du Printemps, coreografia mai interpretata prima dal Ballo scaligero, dà l’occasione alla Scala di omaggiare attraverso uno dei suoi capolavori assoluti, Maurice Béjart, nei suoi 50 anni di attività di direzione. Se Vaslav Nijinskij nella versione originale placava l’esplosione della primavera russa con il sacrificio umano, l’olocausto dell’Eletta, a Maurice Béjart l’incalzare dei blocchi sonori della genialissima partitura, suggerisce l’idea del più puro e pagano degli amori. Tra i primi, sarà Balanchine a dire come la coreografia béjartiana risulta la più riuscita interpretazione del balletto stravinskiano.

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